ASIA CINA LETTERE DA SHANGHAI TRAVEL

Per le strade di Shanghai

maggio 16, 2014

Premettendo di non conoscere nulla del codice stradale cinese, non serve un esperto per capire che per le strade di Shanghai tutto può succedere.
Il traffico cinese è incontrollabile e non può essere paragonato a nessun’altra città. Se fino a pochi anni fa, prima del grande boom economico, Shanghai era nota per essere la capitale asiatica delle biciclette, oggi è indiscutibilmente la città dei clacson, il cui uso e abuso non è ancora del tutto chiaro.
È infatti di facile intuizione, passeggiando per le strade della città, come guidare automobili sia un’usanza del tutta nuova. Pare che nessuno qui, passando dalla bicicletta alle quattro ruote, abbia cambiato sostanzialmente il proprio stile di guida. Gli automobilisti locali difatti si comportano sulla strada come se stessero pedalando una bicicletta. Per non parlare di moto e biciclette a motore, queste non credo abbiano ancora compreso l’utilità di semafori e sensi di marcia. Non c’è quindi da stupirsi se il pedone occidentale da poco in città, una volta atteso diligentemente il semaforo verde, si ritrovi spaesato in mezzo ad un ingorgo stradale con tanto di motorini che gli sfrecciano accanto da tutte le direzioni. La cosa curiosa è come nessuno porti il casco, ma come siano invece tutti scrupolosissimi con le protezioni alle mani, infatti tutti i motociclisti che zigzagano per le strade (ma anche per i marciapiedi!) indossano grossi guanti da box.

traffic jam

Per osservare dall’interno il traffico cinese può essere un esperienza curiosa ed interessante (ma sconsigliata ai deboli di cuore) prendere un taxi. La questione taxi potrebbe meritare una parentesi piuttosto ampia. Non basterebbero le pagine di questo blog per raccogliere tutte le esperienze bizzarre che possono accadere su un taxi cinese.

Non ci è ancora capitato che un tassista a Shanghai parlasse l’inglese, quindi accertatevi di avere con voi un indirizzo della vostra destinazione scritto in caratteri cinesi. Assicuratevi anche che sia facilmente leggibile, quasi tutti non leggono da vicino e una volta abbiamo rischiato che uno incendiasse il biglietto da visita che gli avevamo allungato perché voleva farsi luce con un accendino! E non date per scontato di arrivare alla destinazione desiderata! I tassisti più anziani cercheranno di intavolare un’animata conversazione in cinese, alla quale potrete tranquillamente rispondere in qualsiasi lingua vogliate tanto questi continueranno imperterriti a raccontarvi chissà cosa nella loro lingua, o nel loro dialetto, animandolo con grandi movimenti delle braccia per rendere il tutto più comprensibile. Forse è così che si sentono gli stranieri quando approdano in Italia. I tassisti più giovani sono invece generalmente più interessati al loro smartphone che a quello che succede intorno a loro (strada compresa).

 

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1 Comment

  • Reply cesare maggio 17, 2014 at 6:06 am

    10 anni fa mi è capitato di andare a Shanghai in alcune occasioni. Al mio primo impatto con la città, rimasi colpito dallo stato dei taxi, vecchi, sporchi e rumorosi. Al mio ritorno, qualche mese dopo, notai che il movimento del traffico era diverso, pareva quasi più ordinato, ma non capivo quale fosse il motivo di tale apparente cambiamento: tutti i taxi erano nuovi! Avevano cambiato tutto il parco taxi, parliamo di almeno 10.000 taxi, in un paio di mesi. Credo, peraltro, che i taxisti fossero rimasti gli stessi …. non era comunque facile riconoscerli, neanche dall’accento.

    Cesare

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