ASIA CINA LETTERE DA SHANGHAI TRAVEL

Monet a Shanghai

maggio 22, 2014

È vero lo ammetto, non sono mai stato un amante dei bambini, soprattutto quelli che urlano o piangono come invasati nei luoghi in cui vorrei beatamente rilassarmi, ma devo comunque ringraziare il pargolo italico, perchè mi ha portato a sviluppare una certa tolleranza e comprensione. Certo non si può pretendere che tutti i bambini seguano i loro pari tedeschi o scandinavi, ossia dei fantasmini che seguono i genitori in silenzio, ma arrivati in Cina noterete con orrore che Kevin, figlio di Verdone e della Gerini nel film “Viaggi di Nozze”, apparirà ai vostri occhi come un piccolo Lordino inglese.

Il primo girone dell’inferno cinese è stato l’acquario di Pudong.

30 aprile, il giorno prima della festa nazionale dei lavoratori, quindi una marea di persone che si muove nei grandi centri urbani per festeggiare. Da una parte orde di bambini sbraitanti, eccitati e scalmanati, dall’altra parte genitori altrettanto eccitati a cui non frega minimamente che loro figlio urli a squarcia gola (non si sa cosa, già così piccoli parlano il cinese!) e corra come un ratto impazzito proprio tra i vostri piedi. Un incubo. Rivolgo uno sguardo spaesato ai pesci al di là del vetro, che ricambiano con sguardi solidali.

I genitori, per richiamare all’ordine i loro demoni, una volta constatato che i decibel avevano superato il limite di sopportazione, urlavano ancora più forte, senza ovviamente sortire alcun effetto. Un circolo vizioso di maleducazione.

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Ora il lettore critico, mi dirà, giustamente, che il luogo per cercare la pace dei sensi e rilassarsi non è certo dentro un acquario di una città di 23 milioni di abitanti che si appresta a festeggiare una ricorrenza che per noi è simile al 15 di agosto.

Benissimo, è vero. Quindi che facciamo qualche giorno dopo? Facendoci suggestionare dalle tante pubblicità presenti quasi ovunque a Shanghai, decidiamo di visitare la mostra di Claude Monet; quale occasione migliore, immaginiamo, per uscire dal chiasso dei giorni di festa nazionale appena trascorsi?

La mostra è allestita in un centro commerciale molto bello, e già questo mi lascia perplesso, ma scopro successivamente che questo shopping mall si chiama K11 Art Mall, e allora mi tranquillizzo.
Paghiamo 100 RMB, l’equivalente di 11,50 €, e ci mettiamo in fila, che risulta essere piuttosto ordinata e silenziosa. Ma si tratta della quiete prima della tempesta. Entriamo ed è il caos, una cosa che ad una mostra non ho mai visto, e probabilmente mai più vedrò, se non qui in Cina. Parlavano tutti ad alta voce, scambiandosi opinioni davanti ad ogni singolo quadro.
All’entrata c’era un cartello, sul quale erano riportate 4 cose: no fotografie, no cibo, non correre e non fumare. Bene, tolta quella del fumo, per il resto nessuno dei divieti è stato rispettato durante i nostri circa 20 minuti di visita.

Attorno al perimetro delle stanze in cui erano esposti i quadri, vi era una sbarra di ferro che separava il visitatore dal quadro, ma ovviamente un cinese un quadro lo deve guardare con la punta del naso, e quindi decine di persone ammassate davanti a un’opera per ammirarla ad una distanza di cinque centimetri, e ovviamente scattare una foto, perché lo smartphone per il cinese è un oggetto dal quale non ci si può separare nemmeno un istante. La cosa assurda è che c’erano tantissimi agenti di sicurezza, che ogni volta che vedevano un flash si avvicinavano all’autore della foto, gli dicevano di non farlo, ma questo cambiava quadro e fotografava di nuovo.

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A tutto questo si andava ad aggiungere il fatto che le audioguide, che quasi tutti avevano, emettessero un suono insopportabile e a un volume altissimo, ogni volta che si passava all’opera successiva.

Insomma, anche qui volevamo scappare, senza esserci goduti a pieno i quadri di Monet.

Ultima ciliegina per concludere la giornata si verifica durante una tranquilla e ordinata (beh non troppo) coda alla toilette di una caffetteria quando una mamma con un pargolo di all’incirca tre anni entra correndo nell’ingresso della toilette, supera la fila, tira giù i pantaloni al figlio e gli fa fare pipì nel cestino dell’immondizia.

Tuttavia Shanghai continua a piacerci, è vivibile, nonostante la quantità di abitanti e la maleducazione cinese, che non pensavo potesse superare quella italica.

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4 Comments

  • Reply sateliteforeverorbiting giugno 4, 2014 at 1:51 am

    Certo, noi l’abbiamo scaricata una volta arrivati qui!

  • Reply scassandralverde giugno 1, 2014 at 9:37 am

    Wow ! Io parto tra dieci giorni e mi stai proprio tranquillizzando ! =)
    Beh, meno male che si può continuare a scrivere su wordpress … me lo confermi ?

    • Reply sateliteforeverorbiting giugno 2, 2014 at 9:39 am

      Ciao! Per scrivere su WordPress (così come per Facebook, Youtube ecc.) avrai bisogno di un accesso VPN. Noi abbiamo scaricato StrongVPN, il pacchetto 3 mesi costa all’incirca 15euro. In bocca al lupo e vedrai che Shanghai saprà stupirti e conquistarti!

      • Reply scassandralverde giugno 3, 2014 at 4:40 pm

        Ah,grazie mille ! Ma è scaricabile anche “in loco” ? Perchè io uso Linux come OS ed è possibile che non ne abbia bisogno. Quindi vorrei prima arrivare là e vedere come va…

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