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Le spettacolari piantagioni di tè verde di Hangzhou in Cina

settembre 7, 2015

“Hangzhou: non c’è al mondo città uguale, che vi offra tali delizie così che uno si crede in paradiso”

Marco Polo, Il Milione.

hangzhou-lago-piantagioni-cinaForse Marco Polo si era lasciato trascinare dalla bellezza delle verdi piantagioni di tè, dal profumo inebriante dei campi o dal lento e tranquillo remare delle gondole sul “Lago dell’Ovest”, che gli avevano ricordato la sua Venezia. Forse Hangzhou è in parte cambiata, trasformatasi in una metropoli con sei milioni di abitanti.
La moderna Hangzhou (si pronuncia Hàn-giòu) non è sicuramente una città di interesse culturale o architettonico, ma qui ritroviamo, dopo mesi di smog e cemento di Shanghai, una vegetazione ricca, una serenità e lentezza che avevamo ormai dimenticato e un cielo stellato. E’ la prima sera, dopo che ci siamo trasferiti in Cina, che vediamo chiaramente le stelle nel cielo.

Ad Hangzhou troviamo uno degli ostelli più belli in cui abbiamo alloggiato in Cina, il Wushanyi Intenational Youth Hostel (di cui abbiamo parlato nel post “Girare la Cina in ostello“), in una delle poche parti della città in cui si ritrovano riferimenti a quello che era il villaggio antico.
Dal nostro ostello noleggiamo biciclette e mappe per raggiungere quello per cui eravamo arrivati fin lì: il villaggio del Longjing Tea, le cui colline sono ricoperte da profumate piante di tè verde.
Il tè verde di Longjing è famoso in tutto il Paese per la sua indiscussa qualità, aroma e proprietà curative.
La leggenda infatti racconta che un monaco che viveva in queste piantagioni offrì all’imperatore Qing-Long, in visita, un sorso di tè ed egli, che fu così colpito dall’aroma e dal sapore della bevanda, decise di portarne con sè un po’ di foglie, per donarle alla regina madre malata. Si racconta che la regina, attirata dal profumo e dall’aroma di quel tè, decise di berlo quotidianamente, rimettendosi completamente. Per rendere onore a questa bevanda Qing-Long lo nominò “tè imperiale” ed elevò a tale onore tutte le piante di tè Longjing.

Il percorso in bicicletta per raggiungere le colline del “Dragon Tea Village” (traduzione di Longjing), è abbastanza lungo e impegnativo, a causa del caldo umido cinese, ma reso piacevole da diverse soste in luoghi unici.
La prima tappa è il famoso West Lake, immerso in un parco boschivo da cui spuntano i tetti di piccole pagode, ponti in pietra, e strade che si snodano in mezzo al lago, come la Strada rialzata di Su, che permette di tagliare il lago in due, a piedi o con le biciclette.
Ai lati della strada ciclabile, alcune barche in legno, che ricordano molto le gondole veneziane, sono ormeggiate in attesa di riprendere la circumnavigazione del lago.

Gondole-cinesi-lagoWest-Lake-Hangzhou-cina

Lasciato il lago alle spalle la strada verso il villaggio del tè inizia a salire, adentrandosi in foreste di osmanto e bamboo.

Giunti in cima al colle una grande insegna in legno, che sovrasta la strada principale ci avvisa che siamo arrivati. Un guardiano ci chiede qualche yuan per entrare nelle piantagioni e assistere alla raccolta delle foglie di tè.
Quello che troviamo varcata la soglia del parco protetto è uno spettacolo unico: colline verdi e sconfinate piantagioni di tè, leggermente coperte da una fitta e umida nebbiolina che rende il tutto ancora più affascinante.

Fare hiking sulle piantagioni, fermarsi a profumare le piantine di tè e assitere alla raccolta, è stata una delle esperienze più belle della nostra permanenza in Cina.

foglie-te-verde-piantagioni-cina-hangzhouAll’interno delle piantagioni c’è il museo del tè che ne mostra la storia e i metodi di coltivazione e una piccola bottega offre la possibilità di fermarsi nei tavolini all’aperto per una degustazione del tè Longjing accompagnato da noccioline e pomodori.

Degustazione-tè-verde-cina

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