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Ecoturismo e viaggi responsabili: 6 blogger raccontano dove, come e perchè

maggio 26, 2016

In un momento in cui i temi legati all’ambiente ed al rispetto culturale dei popoli sono al centro dell’attenzione, il turismo sta acquistando un ruolo chiave nella crescita economica. Viaggiando, infatti, si può contribuire alla realizzazione di un mondo giusto ed equo nella distribuzione delle risorse. Ed è questo l’obiettivo del turismo responsabile, così come dell’ecoturismo, che propone un nuovo modo di conoscere altre terre e altri popoli, sostenendoli e non sfruttandoli.

Se negli ultimi anni il turismo è stato incentrato su un modo frenetico di vivere i viaggi, oggi sembra esserci una riscoperta di luoghi, costumi e culture dimenticate per anni, fagocitate dal turismo di massa. I numeri parlano chiaro: da quanto emerge da un’indagine condotta da TripAdvisor, il 40% dei turisti italiani ha, infatti, in programma di fare scelte di viaggio ecosostenibili nei prossimi 12 mesi, un trend in crescita rispetto al 2015 (34%). Sempre più persone si affacciano ad un tipo di turismo più rispettoso, lento e green, scoprendo le realtà produttive locali, consumando prodotti a chilometro zero e utilizzando mezzi a basso impatto ambientale. Questi sono solo alcuni dei modi di viaggiare che distingue il globetrotter responsabile, e che renderanno il suo viaggio una vera scoperta, “non cercando nuove terre, ma avendo nuovi occhi”, come diceva Marcel Proust.

In questo post 6 travel blogger raccontano cosa significa per loro essere viaggiatori responsabili ed ecofriendly.

Parto da me, sono Annalisa, ho 26 anni, radici bolognesi e fondatrice di questo blog di viaggi, “Satelite Forever Orbiting“, in cui racconto le mie avventure intorno al mondo.

Ecoturismo e viaggi responsabili - satelite forever orbiting.png

Viaggio da sempre e, più viaggio e scopro il mondo, più comprendo l’importanza dei singoli gesti e le singole scelte che possono condizionare la crescita locale di un Paese. Scoprire il mondo con gli occhi dei suoi abitanti, rispettando la cultura locale e l’ambiente, scegliendo itinerari che valorizzino l’unicità del posto è diventata la missione di questi miei racconti. Per fare questo prediligo alloggi, ristoranti e strutture turistiche rispettosi dell’ambiente, possibilmente gestiti dalle comunità locali, in modo che i benefici economici si fermino il più possibile in loco.
Un paese che mi sta a particolarmene a cuore è la Grecia. Ho scelto di scoprire Creta, attraversando i suoi villaggi dell’entroterra e facendo un tipo di turismo rurale, che valorizzi le risorse caratteristiche del territorio. Ho scelto di evitare villaggi turistici o grandi catene internazionali che offrivano comfort e magnifiche viste sul mare, ma ho preferito infilarmi in un bus colmo di signori e signore greche dalla pelle scura e bruciata dal sole per raggiungere, dopo nemmeno un’ora di viaggio, l’altra Creta, dove i villaggi si affacciano su uno scenario quasi alpino, dove le cime dei monti dietro gli uliveti e gli aranci in fiore sono bianchi fino a maggio, dove ti capita non di rado di incontrare uomini a dorso di muli o greggi di capre a bloccarti la strada. Credo che solo un’esperienza del genere possa regalare la vera essenza cretese. Ho visitato villaggi di pastori e monasteri ortodossi, ho camminato per le strade delle città veneziane-ottomane e ho ripercorso i miti della civiltà minoica all’interno dei suoi siti archeologici. Certo non ho disprezzato il mare, anzi. Esistono magnifiche spiagge, alcune ancora vergini, raggiungibili soltanto a piedi attraverso sentieri tra magnifiche gole, altre attrezzate semplicemente, con ombrelloni e sdraio offerti dalle taverne greche o kafenio, affacciati sul mare, dove la cuoca ti consiglia il piatto del giorno e poi si ferma con te a mangiare frutta fresca e bere ouzo fino al tramonto.

Lei è Valentina, ha 33 anni ed è di Modena. Nel suo blog “Viaggiare Libera” racconta di viaggi e di sostenibilità. Le parole chiavi dei suoi viaggi? Il rispetto (dell’ambiente, della cultura e dell’economia locale) e la consapevolezza, delle nostre azioni e scelte, e del fatto che che ogni destinazione è la casa di qualcuno.

Ecoturismo e viaggi responsabili - intervista a Valentina

“Il turista responsabile non necessariamente ha uno zaino sulle spalle, rinuncia ai confort, fa volontariato e trekking stremanti. La sostenibilità di un viaggio non dipende dal budget o dalla tipologia di viaggio (organizzato o indipendente, in natura o in città), ma dal proprio comportamento e dall’approccio mentale verso la diversità. Tutti coloro che viaggiano, per turismo o per lavoro, possono contribuire allo sviluppo sostenibile adottando delle semplici pratiche. Attività turistiche come il trekking, le passeggiate a dorso d’asino, a cavallo, le zip-line, le escursioni in foresta, i viaggi in barca, sono tutte attività a contatto con la natura, ma è soprattutto il nostro atteggiamento verso l’ambiente e la cultura locale che farà la differenza e renderà il viaggio eco-sostenibile e responsabile.
Tra le esperienze di turismo eco-sostenibile che ho vissuto in giro per il mondo consiglio le zip-line in Laos: volare appesi a una carrucola da una montagna all’altra e dormire nelle capanne sugli alberi è un’esperienza indimenticabile e, se ci si affida a un centro serio, questa attività coinvolge la popolazione locale e rispetta la foresta senza il taglio di alberi o costruzioni impattanti. Un ‘altra bella esperienza è stata visitare la riserva naturale del Chitwan in Nepal, meno responsabile è stato l’avvistamento degli oranghi in Indonesia, un ottimo esempio di ecoturismo insostenibile, dove le guide davano da mangiare agli animali selvatici per avvicinarli e farli vedere ai turisti avidi di fotografie. E’ bene infatti valutare sempre con attenzione le attività con animali nel turismo, ci sono centri affidabili che rispettano gli animali e ce ne sono molti altri che sfruttano gli animali a scopo turistico.
Viaggiare responsabilmente non significa solo viaggi itineranti e avventurosi, anche chi vuole rilassarsi in vacanza può fare la differenza scegliendo una struttura eco-sostenibile che rispetti l’economia locale e l’ambiente, acquistando i propri ricordi di viaggio presso i mercati locali direttamente dalla gente del posto, limitando l’uso di bottiglie e borse di plastica, evitando il cambio giornaliero degli asciugamani in albergo e tanti altri gesti apparentemente insignificanti: piccole azioni di ogni singolo turista, che insieme fanno la differenza; il potere di un miliardo di turisti”.

Lei è Martina, genovese con una laurea in geologia e un blog, “PimpMyTrip – Viaggi Avventura“, nato dalla sua grande passione per i viaggi avventura e zaino in spalla.
Ecoturismo e viaggi responsabili - intervista a Martina.png“Quando si parla di turismo responsabile e sostenibile è molto difficile capire come è meglio comportarsi in alcuni frangenti, ma c’è un argomento di cui si parla davvero molto poco e che a me sta molto a cuore: la contrattazione. Leggo ogni giorno su molti blog di viaggi di contrattare ogni qualvolta si desidera comprare qualcosa al mercato o in alcuni negozi di artigianato locale. Non fraintendetemi, contrattare è giusto, in molti paesi è normale, è la loro cultura e le persone contrattano su ogni cosa, ma per noi che siamo viaggiatori dovrebbe essere importante avere sempre in mente che anche in questo caso si dovrebbe agire in maniera responsabile. Ci sono infatti dei limiti etici che non si dovrebbero mai superare.
In Guatemala per esempio in ogni mercato, come quello di Chichicastenango, i turisti vengono sempre approcciati da donne cariche di tessuti ricamati: questi tessuti vengono ricamati ancora al telaio e le donne ci lavorano per intere nottate dopo aver terminato le faccende quotidiane, che in un paese come il Guatemala sono spesso molto faticose”.

Lui è Manuel, ha 28 anni e vive a Pescara. I suoi viaggi in giro per il mondo li racconta nel suo blog “I viaggi di Manuel“.
Ecoturismo e viaggi responsabili - intervista a Manuel
“Negli ultimi anni mi sono accorto che il mio modo di viaggiare è progressivamente cambiato. Con una maggiore coscienza di ciò che ci circonda mi muovo visitando Paesi che offrono di più a livello paesaggistico. Il rispetto per l’ambiente diventa fondamentale anche in ottica futura. Prediligo quindi mezzi a basso impatto ambientale e per quanto possibile cerco di muovermi a piedi. In ottica di sostenibilità dormo in guest house e ostelli a conduzione famigliare evitando grandi compagnie multinazionali.
Un luogo che porto nel cuore? La Reserva Paisajistica Nor Yauyos Cochas, inspiegabilmente al di fuori dei principali circuiti turistici del Perù, è una delle zone che più mi hanno colpito nel Paese andino. Una vasta area di montagna ornata da fiumi cristallini, cascate più o meno alte e scintillanti laghi. Il tempo sembra essersi fermato nei villaggi della riserva naturalistica: le strada sono in gran parte sterrate, si procede quasi sempre a piedi e le strutture per pernottare sono ancora poche. Huancaya, da non confondere con la ben più grande città di Huancayo che dista poche centinaia di chilometri, è il principale centro per spostarsi e visitare le principali attrazioni. Il periodo ideale per venire qui va da maggio a novembre quando le giornate sono quasi sempre limpide e le temperature durante il giorno gradevoli. Cosa vedere? La Laguna de Huallhua su tutti, uno specchio d’acqua verde smeraldo punteggiato da decine e decine di piccole cascate che formano vasche naturali cristalline. E poi il pueblo fantasma di Huaquis, un bosco di pietra nel distretto di Huantan, i resti della fortezza di Coricoto, il cañon de Uchco, solo per citarne alcuni”.

Lui è Andrea, 40 anni di Mestre e una grandissima passione per la montagna che si intuisce già dal nome del blog che gestisce, “Montagna di Viaggi“.

Ecoturismo e viaggi responsabili - intervista a Andrea.png
“Turismo responsabile e ecosostenibile per me significa dar valore alle tradizioni e alla cultura del posto nel rispetto dell’ambiente. Tutti gli operatori di una determinata zona dovrebbero lavorare uniti per creare un progetto di promozione turistica a zero impatto ambientale favorendo l’utilizzo dei mezzi pubblici”.
Andrea ha scelto di raccontarci del suo viaggio in Germania, alla scoperta delle montagne bavaresi e dei sui castelli, lasciando semplicemente la macchina a casa. “E’ incredibile la rete di trasporti pubblici che c’è in Baviera: treni e autobus arrivano ovunque, con una frequenza inimmaginabile e anche nei paesi più sperduti. Facendo affidamento ai treni (sempre puntuali) ho fatto base a Garmisch per qualche giorno e da lì con escursioni in giornata ho visitato castelli e piccoli paesi dalle facciate dipinte. Da Garmisch mi sono spostato poi a Fuessen per visitare il famoso castello di Neuschwanstein e in treno ho raggiunto Monaco. Da Monaco la rete di trasporto cittadina arriva ovunque, anche ai piedi delle montagne. E’ sorprendente vedere come si possano fare escursioni in montagna dal centro di Monaco utilizzando solo treno e autobus, dimenticandosi così di code in autostrada o parcheggi per la macchina.
In una nazione attentissima alla salvaguardia ambientale, anche le località montane non potevano essere da meno. Da molti anni a Garmisch, Oberstdorf e Berchtesgaden si invita il turista a lasciare la macchina a casa, visto che tutte le località sono raggiungibili in treno e che il trasporto negli abitati (in gran parte con il centro pedonalizzato) è garantito da autobus gratuiti con la tessa di soggiorno e rigorosamente elettrici, come nel caso di Oberstdorf, dove le batterie degli autobus si ricaricano da un impianto solare appositamente progettato”.

Lei è Silvia, per anni ha lavorato a stretto contatto con contadini, allevatori, cuochi e produttori di formaggio in giro per l’Europa e gli Stati Uniti finchè non ha deciso di dare vita a “The Food Traveler“, dove racconta dei posti visitati e dei cibi scoperti nei suoi viaggi.

Ecoturismo e viaggi responsabili - intervista a Silvia.png

Oggi ci porta a Londra. Cosa c’entra la metropoli cosmopolita in un articolo di turismo ecosostenibile? C’entra eccome, perchè l’attenzione all’ambiente e alla crescita ecosostenibile si può trovare ovunque. Se pensate che a Londra non si possa mangiare molto più che fish and chips, date un’occhiata ai consigli e alle scoperte gastronomiche locali del blog di Silvia, che a Londra ha seguito le tracce di Arthur Potts Dawson, “the original Green Chef” come l’ha definito Jamie Oliver. Arthur nel 2005 ha fondato Eat Green, un’iniziativa attraverso la quale ha contribuito a dare vita a diversi ristoranti sostenibili ed ecofriendly. I suoi ristorianti si impegnano ad usare esclusivamente prodotti biologici di provenienza locale. A Londra, nel quartiere di Shoreditch, non lontano dal Regent’s Canal, è stato aperto The Waterhouse. Si tratta di un ristorante elettrico, dove niente funziona a gas, nemmeno le piastre di cottura, e come principio fondamentale ha il risparmio di risorse idriche.
L’energia elettrica viene prodotta proprio grazie all’acqua del canale, dove tra l’altro si trova anche un battello utilizzato come orto per la coltivazione delle verdure. Gli arredi sono stati costruiti con materiale di recupero, così come le vaschette dove il cibo viene servito e i bidoni di compost ottenuto dai rifiuti organici della cucina. Qui lo spreco non esiste e, in una metropoli come Londra, è sicuramente un’idea vincente!

 

Il prossimo episiodio di questa rubrica sul turismo responsabile ed ecosostenibile sarà dedicata all’Italia, un paese con un inestimabile patrimonio culturale, artistico e paesaggistico, che solo un sistema turistico con la testa sulle spalle potrà tutelare. Lo sapevate che la regione più green d’Europa si trova proprio nel nostro Paese?
Scopriremo insieme tante verità sul nostro Paese e scopriremo un turismo alternativo che ci farà vivere con nuovi occhi le principali città del nostro paese grazie al contributo di chi ci abita: 10 blogger ci racconteranno come visitare in modo sostenibile le loro città e le loro provincie!

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6 Comments

  • Reply Katia | Il Miraggio Consigli di Viaggio e Arte settembre 19, 2017 at 8:15 pm

    Che bello poter condividere le proprie idee e il proprio modo di vedere il turismo ma soprattutto quello legato alla sostenibilità! Se ne dovrebbe parlare molto di più ma soprattutto praticarlo maggiormente, facendo attenzione a quello che facciamo quando siamo in viaggio!

    • Reply Annalisa e Francesco settembre 20, 2017 at 8:35 am

      Ciao Katia! Grazie per il tuo bel commento, ci riempie di positività! Pare che finalmente ci si stia muovendo verso la giusta direzione. Proprio quest’anno è stato dichiarato dall’Onu anno del turismo sostenibile e i primi risultati sono decisamente incoraggianti… nel nostro piccolo tutti noi possiamo sostenere questo grande impegno 🙂

  • Reply Silvia maggio 26, 2016 at 8:06 pm

    Grazie per avermi coinvolta in quest’iniziativa. Questo sarà un piccolo passo ma spero davvero che altre persone capiscano che viaggiare significa sì scoprire posti nuovi, ma senza dimenticare il rispetto, parola che ricorre spesso in questo post e che dovrebbe essere sempre tenuta in mente quando si viaggia. Rispetto dei luoghi, delle persone, delle tradizioni culinarie e della cultura della gente che ci ospita. Un abbraccio!

    • Reply Annalisa e Francesco maggio 29, 2016 at 5:52 pm

      Grazie a te Silvia!!! E’ stato un piacere scrivere questo post a 12 mani con tutti voi.
      Un abbraccio a te e in bocca al lupo per i prossimi viaggi!

  • Reply Martina maggio 26, 2016 at 7:43 pm

    Che bello aver partecipato a questo interessantissimo articolo! Sono davvero felice che sempre più persone e viaggiatori si approccino al nostro pianeta in maniera responsabile con nuovi occhi e soprattutto con la consapevolezza che quello che abbiamo va conservato perché non abbiamo un mondo di ricambio! Un abbraccio grande!!

    • Reply Annalisa e Francesco maggio 29, 2016 at 5:55 pm

      E’ stato un piacere aver scritto questo articolo con voi! Speriamo che questo post sia servito a dare degli spunti e degli input positivi a chi, passando di qua, si è soffermato a leggere dei vostri viaggi e dei vostri preziosi consigli. Grazie!

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