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Conero: tra spiagge, boschi e antichi borghi a picco sul mare

settembre 6, 2016

Da Portonovo a Numana: tra uliveti, corbezzoli, campi di girasole e filari di Montepulciano. Nelle Marche e nel Parco del Conero per tuffarsi in acque turchesi, rilassarsi in b&b di campagna e passeggiare tra borghi a picco sul mare.
I nostri consigli per una vacanza al Conero, uno dei tratti più fascinosi della costa Adriatica.

1) SIROLO: L’ANTICO FEUDO E LA SELVAGGIA SPIAGGIA DEI SASSI NERI

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Sirolo ha sempre avuto un ruolo di prestigio nell’Italia antica, nato come feudo medievale inattaccabile, fino ad essere per molti anni corte papale. Oggi, passeggiando tra le vie di Sirolo, è possibile rivivere questa grandezza nonostante le piccole dimensioni del borgo, che si sviluppa in viuzze di ciottoli intorno ad una magnifica piazza a picco sul mare.
Le spiagge di Sirolo. La spiaggia più facilmente raggiungibile è quella di Urbani, mentre poco più distante c’è la spiaggia di San Michele e dei Sassi Neri, raggiungibile con il bus dal centro storico, oppure, come abbiamo fatto noi, tramite una bellissima passeggiata di mezz’oretta che attraversa il paese e poi il bosco. Il percorso, anche se battuto, è abbastanza ripido per cui vi consigliamo scarpe da ginnastica. Se per il ritorno poi non avete voglia di affrontare la risalita, c’è sempre il bus oppure il servizio navetta degli stabilimenti balneari, compreso nel prezzo dell’ombrellone e dei lettini (circa 20 € in due).
Dopo una magnifica passeggiata in mezzo ai boschi e ai cespugli di more, lo scenario che si apre davanti a noi è reso ancora più stupefacente dal colore turchese del mare e delle altissime falesie di roccia bianchissima, su cui sono sospesi alberi secolari. Queste rocce sono quasi interamente composte da argilla e questo rende la Spiaggia dei Sassi Neri una singolare beauty farm naturale, dove è possibile spalmarsi di fanghi per poi buttarsi in mare ed ottenere una pelle liscissima.

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Cenare a Sirolo. I nostri posti del cuore sono due: la Bottega dei Sapori Nostrani (la Vineria) e l’Osteria Sara.
La prima è una piccola vineria tra le vie del centro storico. Alle pareti sono esposti tutti i prodotti locali, dalla pasta ai formaggi, dalle conserve al vino. Questo è un ottimo posto per un aperitivo o una cena in cui si vuole spizzicare tanti prodotti della regione accompagnati da buon vino. A qualche passo dalla Vineria c’è anche la bottega vera e propria con il bancone dei freschi dove poter acquistare formaggi, alici marinate e olive all’ascolana (ne ho portato a casa un vassoio, buonissime!).

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L’Osteria Sara invece è un piccolo ristorante (in tutto avrà una ventina di coperti), nella piazza principale. La piccola e conviviale sala da pranzo è affacciata ad una cucina a vista dove è possibile assistere alla preparazione dei piatti. Amando i ristoranti con la cucina a vista questo posto ci ha subito attirato e abbiamo apprezzato anche la cucina, tradizionale e casereccia. Da provare il fritto misto.

2) NUMANA: LA CITTÀ DELLE TARTARUGHE E LA SPIAGGIA DEL FRATE

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Oltre ad avere un bel centro cittadino, Numana è famosa per essere la città delle Tartaughe, impegnata da tempo nella salvaguardia e nella riabilitazione di questi animali. La Fondazione Cetacea di Riccione ha infatti scelto Numana come habitat naturale per le tartarughe marine “Caretta Caretta”, che vengono rilasciate in mare durante i “Tartaday” organizzati ogni anno dal comune di Numana.
Oltre le belle spiagge attrezzate lungo la costa, noi abbiamo trovato anche qui l’angolo del cuore: una magnifica caletta nascosta tra alte falesie bianche: la Spiaggia del Frate. Impossibile trovarla per caso, si deve infatti attraversare la piazzetta di Numana e dirigersi verso l’entrata dell’Hotel Gigli. Un cartello indica proprietà privata perché per raggiungere la spiaggia si deve passare per la proprietà e il parcheggio dell’hotel, ma la spiaggia è comunale quindi accessibile a tutti.

3) LA BAIA DI PORTONOVO: TRA NATURA INCONTAMINATA, STORIA ED ESPERIENZE GOURMET

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La baia di Portonovo è conosciuta come la Baia Verde del Conero, poiché completamente immersa nella natura del Parco. Si tratta di una spiaggia a mezzaluna, di sassi bianchi, sovrastata dagli alti dirupi del Monte Conero e da un antico Fortino Napoleonico, oggi albergo di charme. A completare il fascino artistico e storico di questa magnifica baia, spunta, dalla natura incontaminata, anche la settecentesca Torre di Guardia, dove soggiornò D’Annunzio, e la Chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo, patrimonio del FAI, visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 20.
È qui a Portonovo che, su uno scoglio bianco, sorge il celebre chiosco azzurro di Moreno Cedroni, il Clandestino Susci Bar, che si fonde con le acque cristalline del mare.

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Assistere al tramonto in questo bellissimo trabocco, sospesi sul mare, è un’esperienza unica, sia culinaria che emozionale. Nel momento in cui il buio di una limpida notte di fine estate ti avvolge in un infinito nulla, esisterà solo il rumore delle onde che si increspano sugli scogli e nuovi raffinati sapori sul palato.

4) LA STRADA DEL VINO: IL ROSSO CONERO


“Per i vini squisiti della terra sirolese il poeta Benedetto da Cingoli nel 1503 definì il nostro castello “el bon Sirol de Anchona”. Nel 1571 anche il celebre naturalista e filosofo Andrea Bacci che fu medico personale del Papa Sisto V esaltò Sirolo per i suoi vini prelibati. Il poeta umanista Francesco Panfilo nel 1575 decantava la bontà dei vini sirolesi…” Queste parole piene di orgoglio sono scritte in una targa all’ingresso di Sirolo e si comprende come queste terre siano molto legate ai loro vigneti, i cui filari si rincorrono tra le valli dolci e armoniche, fino al mare.
I vini a cui sopra si fa riferimento sono il Verdicchio, la Passerina, e molti altri, ma soprattutto i vitigni di Montepulciano, che trovano il loro vino più rappresentativo della zona nell’omonimo Rosso Conero, fruttato ed elegante.
In questo lembo di terra infatti la coltivazione delle uve rosse ha trovato un microclima ideale, dove il terreno calcareo viene continuamente mitigato dalle brezze marine.
Sono numerose le aziende agricole e le cantine in questa zona. Noi abbiamo visitato, segnalata dalla nostra guida Slow Food, La Fattoria Le Terrazze, nelle campagne tra Sirolo e Numana, che produce vino, nei suoi 16 ettari di vigneti circostanti. Questa cantina è sicuramente una tra le protagoniste della regione: esiste dal 1800 e nel casolare dove si svolgono le degustazioni si possono ammirare le bottiglie e le antiche etichette. Chiedete anche di dare un’occhiata veloce alle cantine, dove le bottiglie riposano impilate nelle loro pupitre.

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5) MONTE CONERO E IL MONASTERO CAMALDOLESE NASCOSTO NEI BOSCHI

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Non perdetevi una salita al Monte Conero. Ci sono molti sentieri suggestivi tra boschi e grotte naturali, che dal mare portano in cima al Monte, ma è possibile anche arrivare direttamente in auto.
Che voi arriviate a piedi dal bosco o che arriviate in auto, tra dolci tornanti e lungo un ultimo tratto di viale alberato, sarete ripagati da una fresca brezza di montagna, persino fredda per essere un pomeriggio di agosto, che vi immergerà in questa oasi di pace e quiete. È quella che gli eremiti prima, ed i camaldolesi dopo, scelsero per costruirvi il loro Monastero, la Badia di San Pietro.
Siamo a circa 500 metri d’altezza e con la pelle d’oca, un po’ per il freddo, un po’ per l’emozione di essere giunti in un luogo così ameno, ci dirigiamo verso la piazza del monastero, verso la navata centrale ed infine verso la cripta, rimasta intatta dal 1100 d.C.
L’Abbazia del Monastero è oggi un hotel, ma è comunque possibile accedere alla terrazza panoramica per godersi una magnifica vista su tutto il Parco del Conero, fino al litorale.

6. DORMIRE IN UNA COUNTRY HOUSE

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Per godere delle bellezze naturalistiche della regione il nostro consiglio è quello di soggiornare in una delle tante country house del Parco, nelle campagne marchigiane, immerse nelle coltivazioni e nei vigneti. Noi ci siamo concessi una notte al Valcastagno Relais & Residences, in un magnifico casale tra le campagne marchigiane. La gioia più grande la vivi svegliandoti in un letto a baldacchino in ferro battuto e affacciandoti al balcone a respirare l’aria fresca e frizzante del mattino che si mescola al profumo di lavanda del giardino.

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5 Comments

  • Reply Katia | Il Miraggio Consigli di Viaggio e Arte settembre 19, 2017 at 8:22 pm

    Proprio lunedì prossimo partirò per le Marche e, tempo metereologico permettendo, una giornata sarà dedicata al Conero. Conosco già Sirolo ma stavolta voglio cambiare percorso: ci sono sempre arrivata col pullman da Porto Recanati ma stavolta voglio prendere il pullman di linea e salire/scendere nei vari paesini. Non vedo l’ora perché sono posti stupendi!

    • Reply Annalisa e Francesco settembre 20, 2017 at 8:46 am

      Noi lunedì partiamo per la Sicilia invece! Anche noi stiamo incrociando le dita per il meteo. Si sa a fine settembre è un incognita ma è bello così! Buon viaggio e salutaci il Conero!!!

  • Reply Elena settembre 7, 2016 at 1:58 pm

    Bellissimo articolo! Sono stata a Numana anni fa, mi è rimasto il ricordo della spiaggia piena di sassi ma dalle acque di un turchese impressionante. Ma soprattutto… il Clandestino Susci Bar! Com’è stata la cena? Ho il libro di Moreno Cedroni, adoro il suo stile, ma non ho mai avuto il piacere di mangiare da lui.

    • Reply Annalisa e Francesco settembre 10, 2016 at 7:23 pm

      Ciao Elena! Grazie per il commento! La nostra prima volta nel Conero non poteva andare meglio… Il Clandestino è stata la chicca finale eheh.. lo puntavamo da diverso tempo e ne è valsa la pena, posto unico e cucina eccezionale!

      • Reply Elena settembre 11, 2016 at 8:59 pm

        Immagino! Spero davvero di poter approfittare quando tornerò in Italia con più calma 🙂

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