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Marsala: terra di vini, storie e tramonti

ottobre 9, 2016

Situata in uno dei tratti più belli della Sicilia, la costa occidentale, Marsala nelle sue piccole dimensioni, sembra racchiudere tutto il piacere che la Sicilia ha da offrire, tra tappe enogastronomiche, gioielli storici e artistici, cantine di quel vino dolce e liquoroso, cui la città ha prestato il nome, e magnifiche spiagge nei dintorni.

Marsala trasuda di storie e leggende. Ovunque giri lo sguardo, gli orizzonti di Marsala lasciano trapelare il suo ricco passato, quando si faceva chiamare Marsa Allah e sapeva di esotico, quando nei suoi mari navigavano i battelli punici, quando mille uomini, vestiti di rosso, spinti da ideali e guidati da un giovane Giuseppe Garibaldi, sbarcarono dietro al faro della città, per unificare l’Italia.
Ma è in una notte di tempesta che ha inizio la storia della moderna Marsala, quella che oggi ci accoglie circondata da dolci colline ricoperte da ordinati vigneti.
Siamo nel bel mezzo della notte, è il 1773, e una forte tempesta si abbatte sui mari del Mediterraneo. Il veliero del mercante inglese, Joseph Whitaker fu costretto ad attraccare a Marsala in cerca di riparo. Nell’attesa che la tempesta si indebolisse, il ricco mercante inglese si fermò in un’osteria nei pressi del porto, dove ordinò da bere. Un bicchiere di vino dopo l’altro e ad ogni sorso lo straniero si decise sempre più che quel vino liquoroso, simile al Porto, avrebbe conquistato i suoi concittadini in Inghilterra. Alla mattina del giorno successivo, Whitaker aveva riempito la cambusa della sua nave di botti ed era ripartito per l’Inghilterra.
Whitaker non lasciò definitivamente Marsala, ma tornò più e più volte finché non vi costruì la prima cantina vinicola per la produzione di quello che noi oggi conosciamo come Marsala.
Il successo del mercante inglese riscosse, anni più tardi, l’interesse di un ricco industriale siciliano, avanguardista dell’epoca, conosciuto in tutta la Sicilia per i suoi diversi traffici, da Palermo a Favignana, dove già possedeva le ricche tonnare.
Quest’uomo era Vincenzo Florio, che scalzò gli inglesi da Marsala e vi costruì il magnifico baglio sul mare che ancora oggi produce uno dei migliori vini di qualità della Sicilia, le Cantine Florio.

Visita alle Cantine Florio

Se siete a Marsala non potete proprio perdervi una visita alle Cantine Florio, lo storico baglio di tufo affacciato sul mare e immerso in un rigoglioso giardino mediterraneo.
Visitare le Cantine Florio significa fare un tuffo nella storia, attraverso luoghi suggestivi e unici, che ospitarono personaggi illustri come Giuseppe Garibaldi e che furono quasi un salotto di quella aristocrazia industriale di metà ‘800. Camminando tra le imponenti navate della cantina, tra le centinaia botti in legno, ascolto i racconti della nostra guida accompagnatrice e immagino questo luogo nei suoi anni di splendore. Da una fila di botti mi immagino quasi di vedere spuntare la bellissima e tanto amata Donna Franca, con i suoi abiti sontuosi, tanto invidiati dalle donne dell’epoca, e la sua collana di perle, lunga sette metri. Arrivata nel grande atrio del baglio invece immagino di trovarmi davanti un ebbro Giuseppe Garibaldi, dopo che, assaggiate le dodici bottiglie di Marsala, dono della famiglia Florio, riposa steso sull’antica panca in pietra sopra cui è affissa una targa a lui dedicata.

Ridestandosi da questi pensieri, il viaggio continua in ambienti più contemporanei, dove la sala degustazione ti sorprende per l’incredibile design e ricercatezza.
Un lungo tavolo apparecchiato per la degustazione vini ci attende: 4 vini per 4 diversi abbinamenti di gusto. Quattro diversi profumi, colori e storie da raccontare.

Una passeggiata nel centro storico di Marsala

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Usciti dalle Cantine Florio, sul lungomare della città, entrate nel centro storico di Marsala da Porta Garibaldi. Il centro di Marsala è piccolino e si gira bene in un pomeriggio.
Sulla piazza principale, Piazza della Repubblica, si affaccia l’imponente cattedrale manieristico-barocca, nota come la Chiesa Madre di Marsala. Lo stile barocco si ritrova anche nelle bellissime residenze antiche e nobiliari della città, come il settecentesco Palazzo Fici, che nei mesi estivi allestisce nel porticato del suo bellissimo cortile interno degustazioni vini e piatti tipici, presso la sua Enoteca Strada del Vino di Marsala. In centro si trova anche l’osteria il Gallo e l’Innamorata, dove si assaggiano delle ottime busiate di pesce con bottarga di tonno. Un locale tipico e informale, con pochi coperti e inserito nella selezione di Slow Food.

Un tramonto fra i mulini a vento


Appena fuori dal centro storico di Marsala,  si estendono spettacolari le Saline Ettore e Infersa.
Se di giorno le saline brulicano di salinari operosi e fenicotteri paciosi, all’ora del tramonto si trasformano in un quadro, creando un gioco di specchi e colori mozzafiato.

Avete mai fatto aperitivo tra i mulini a vento? Prendete posto su una delle sedie in paglia della terrazza sul molo del Mamma Caura. Attendere lo spettacolo del tramonto in mezzo alle vasche della salina e ai mulini a vento con un calice di vino è un momento magico.

Gita fuori porta: Mozia


Tra i mulini a vento delle saline di Marsala, si trova anche lo storico Imbarcadero per l’isola di San Pantaleo, dove sorge l’antica città fenicia di Mozia. Il tragitto in barca dura poco più di dieci minuti ma fino a pochi decenni fa si raggiungeva anche a piedi o a cavallo. Nelle basse acque che circondano Mozia infatti si trova una delle opere ingegneristiche più incredibili di quel tempo: una strada fenicia sommersa. Alcune simpatiche fotografie degli anni ’70, appese all’inizio del molo, mostrano i traffici tra l’isola e la terraferma, che avvenivano su carretti siciliani trainati da cavalli.
Sebbene poco conosciuta, l’isola di Mozia, tra mito, religiosità e storia, è un vero paese dei balocchi per gli appassionati di archeologia.
Appena si approda sull’isola di Mozia si paga un biglietto di 9 euro alla fondazione privata “Joseph Whitacker” (già sempre lui, che ci accoglie anche a Mozia con il suo mezzo busto in bronzo), poi si è liberi di visitare il museo e girare tra gli scavi, che si estendono per tutta la superficie dell’isola.
Nonostante il sole caldo che brucia la pelle e il canto gioioso ed energico di un’orchestra di cicale, quando si arriva alla zona dei sepolcri l’atmosfera è cupa e grottesca. Qui avvenivano sacrifici umani, costume abbastanza diffuso tra le popolazioni puniche, ma la suggestione che avvolge questo sepolcro a cielo aperto sulla spiaggia è reso ancora più straziante dal fatto che le vittime erano bambini, arsi vivi alle divinità fenice. Numerose stele mortuarie in pietra che spuntano dalla sabbia e che raffigurano volti e figure bambini, testimoniano questi cruenti eventi. Lasciandosi alle spalle il sepolcro, non perdete la visita al museo, il cui fiore all’occhiello è la statua di un giovane fenicio, “il giovinetto di Mozia“, che fu ospitato anche al British Museum di Londra.

 

Dove dormire a Marsala. Per una sistemazione economica ma graziosa nel centro storico di Marsala ho scelto il B&B Gufo Innamorato. Simona, la padrona, ti fa sentire a casa ed è preparatissima sulla città, per qualsiasi consiglio abbiate bisogno.

Per gli appassionati di kitesurf. Non sapevo Marsala fosse una meta ambita per gli appassionati di kitesurf, invece ho scoperto che questo tratto di costa è ideale, soprattutto per imparare. Siamo infatti in una laguna di acqua bassa e sempre ventosa, che offre le condizioni ideali per imparare il kitesurf. Da marzo a novembre il cielo si riempie di acquiloni colorati e gli appassionati arrivano da tutto il mondo.

Tra antico e contemporaneo. Se passate a Mozia entro gennaio 2017, tra gli scavi archeologici e i bassi vigneti di Grillo, troverete anche  l’installazione dell’artista Cristina Finucci; un’opera costituita da oltre 5 milioni di tappi usati di plastica colorata, racchiusi in reti metalliche, disposte in modo da formare la parola HELP. Questa installazione, che occupa una superficie di quasi 2000 metri quadrati, vuole rappresentare un segno forte di sensibilizzazione sul tema della raccolta dei materiali plastici.

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