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Autunno sui colli bolognesi: a Savigno la caccia al tartufo | Insider Bologna

novembre 7, 2016

L’autunno è una stagione un po’ particolare. Le giornate lunghe dell’estate se ne vanno, è tempo di rientri dai lunghi viaggi, dei cambi d’armadio e dei buoni propositi.
È la stagione in cui inizia a fare capolino la voglia di tisane la domenica pomeriggio e di film sotto le coperte.
Se la voglia di letargo cerca di prendere il sopravvento, la meraviglia della natura che si trasforma in un dipinto ti costringe a non perderti nulla.

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A Bologna, l’autunno arriva con le prime foglie colorate nei parchi pubblici e lungo i viali, dove tappeti rossi e gialli coprono l’asfalto grigio. La zona universitaria riprende lentamente la sua routine e gli studenti tornano ad affollare i bar e le piazze del centro.
Sui menu delle osterie appaiono i primi ingredienti autunnali. È tempo di funghi, di tagliatelle ai porcini e di caldarroste che scricchiolano sul fuoco. Le cucine odorano di bosco, dai profumi di funghi freschi a quello di erbe aromatiche, dai profumi delle castagne a quello di tartufo.


Buongiorno dalla #valsamoggia by @iatcollibolognesi

Profumano soprattutto le cucine delle osterie perse nell’aria tersa e silenziosa dei colli bolognesi e dell’Appennino, dove la natura prende il sopravvento e i ricchi sapori dell’autunno diventano occasione di festa nei piccoli borghi e nelle campagne, dalla festa della vendemmia, alle sagre della castagna, fino alla festa del Tartufo che ogni anno si svolge sui colli bolognesi.
Se assistere al mutamento dei paesaggi, delle colline e dei boschi può essere un ottimo motivo per uscire di casa, l’altro motivo da non sottovalutare per una fuga extra-urbana è proprio quello eno-gastronomico.
L’autunno è la stagione ideale per scoprire il territorio vicino casa.
È la stagione dei weekend per rigenerarsi in attesa dell’inverno e delle gite domenicali con gli amici, all’insegna della buona tavola e del buon vino.

Questa domenica abbiamo riscoperto Savigno, dove, ogni fine settimana di novembre, si svolge il Festival Internazionale del Tartufo Bianco, o altrimenti chiamato, per i nostalgici del dialetto bolognese, il Festival del Tartòfla.
Se in Piemonte la città del tarfufo è notoriamente Alba, in Emilia Romagna, la località, meno nota ai più, ma ugualmente pregiata per il suo tartufo bianco, è Savigno.
In una cornice di festa, le vie del centro storico di questo piccolo borgo tra le colline e i vigneti, si trasformano in un laboratorio del gusto a cielo aperto.
Accogliendo gourmet da tutta la regione e anche turisti in visita da tutte le parti del mondo, gli stand gastronomici del territorio si affiancano alle antiche botteghe di Savigno.

E se, in questo trionfo di profumi e sapori, l’appetito inizia a farsi sentire, entrate sotto l’insegna un po’ vintage della trattoria Amerigo 1934, un punto d’incontro per gli abitanti di Savigno e di Bologna. Questo storico locale è un autentico tempio del gusto, guidato dallo chef Alberto Bettini e da una giovane squadra di cuochi preparati e motivati. Gli interni autentici e rustici fanno pensare alla cucina di una volta. Sul menù infatti si trova un forte legame alla cucina bolognese tradizionale, ma il tocco e la qualità dei piatti, preparati con prodotti locali, è unico, tanto che gli è stata riconosciuta da qualche anno una stella Michelin.

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Nei mesi autunnali si gustano i celebri passatelli asciutti ricoperti da generose scaglie di tartufo bianco e nero, la zuppetta di castagne con porcini e galletti saltati e uno dei piatti che ha reso celebre il locale, l’uovo alla Amerigo. Con i menù degustazione (dai 40 ai 70 euro a persona) è possibile immergersi in un viaggio esperienziale tra gusto e tradizione.


SlowFood in SlowMotion – È tempo di tartufo: il celebre uovo alla Amerigo, la storica trattoria di Savigno, sui colli bolognesi #InsiderBologna by @satelite4everorbiting

Concludendo il pranzo o la cena è possibile soffermarsi nel negozio adiacente, la “dispensa di Amerigo” per portare a casa qualche delizia preparata dalla cucina del ristorante, dal tartufo ai sughi, dai sottolio alle confetture.

Passione per la natura e amore per questa terra sono espresse anche dalle aziende del territorio. Tra queste come non parlarvi di Appennino Food, che lavora le migliori materie prime delle ricche colline della Val Samoggia. Durante il Festival del Tartófla vengono organizzate anche le visite nei suoi laboratori, che si concludono con le ottime degustazioni dei suoi prodotti.

Per immergersi a tutto tondo nell’esperienza del Festival Internazionale del Tartufo di Savigno, è possibile unirsi alle passeggiate nei boschi a caccia di tartufi, dove un esperto tartufaio, con il suo cane lagotto, svelerà i segreti di questa ricerca. È proprio dalla dedizione e dall’amore reciproco tra cane e padrone che inizia la favola del tartufo, che prosegue tra i boschi umidi dei colli bolognesi alle prime ore della mattina fino a raggiungere le nostre tavole.

Per partecipare ad una di queste passeggiate naturalistiche ed enogastronomiche per la Valsamoggia vi consigliamo di contattare ViviSostenibile, un’associazione locale che ha come obiettivo la promozione del turismo rurale in Italia. Le escursioni partono dall’Agriturismo La Tintoria, situato nel piccolo borgo medioevale della Tintoria, tra i calanchi che dividono il Castello di Serravalle (Città del Vino) e Savigno (Città del Tartufo). Un punto di partenza ideale per scoprire queste dolci valli, che dite?

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2 Comments

  • Reply Veronica Vezzani novembre 17, 2016 at 8:41 am

    Ciao Annalisa e Francesco! Io sono originaria di Reggio Emilia ma da circa un anno vivo all’estero, e leggere dei colli di Bologna e degli appennini mi ha fatto sentire tanta nostalgia di casa e delle domeniche primaverili passate a mangiare con la famiglia nei ristoranti in collina. Mi avete strappato un sorriso e fatto pensare a cose belle :)!
    Sono felicissima di essere capitata sul vostro bellissimo blog, non vedo l’ora di leggere tutti i vostri interessanti post.
    Un saluto grande e a presto,

    Veronica
    MyMorningTravelGuide.com

    • Reply Annalisa e Francesco dicembre 1, 2016 at 7:03 am

      Veronica grazie!! Anche Francesco è di Reggio 🙂 Sappiamo bene che quando si vive lontano da casa qualsiasi immagine che si avvicini a casa sia bella e nostalgica!

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