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Quello che c’è da sapere per organizzare un viaggio alle Isole Faroe

agosto 28, 2017

C’è chi pensa che non esistano più luoghi inesplorati. Per lo meno in Europa.
C’era una volta un arcipelago di isole, su a nord. C’era una volta e c’è ancora. Un luogo selvaggio e genuino. Un luogo dove il turismo sta piano piano arrivando, discreto e rispettoso. In punta di piedi, su scarponi da trekking.

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Se prendete una mappa dell’Europa, probabilmente non le vedreste subito alla prima occhiata. Concentrandosi meglio tra Islanda, Scozia e Norvegia, noterete poi un puntino, verde e incontaminato, perduto in mezzo all’Oceano Atlantico.
Queste sono le Isole Faroe, politicamente sotto il dominio della Danimarca, ma che con la vivace e fremente Copenaghen, da cui siamo partiti per questa spedizione nordica, non hanno molto in comune.
Ed è così che, dopo tre giorni a mangiare smørrebrød e pedalare tra ponti e casette colorate della capitale danese, ci imbarchiamo sull’Airbus della Atlantic Airways, la compagnia di bandiera di questo piccolo e remoto stato.
Alte scogliere, dritte come grattacieli, prati verde smeraldo e una manciata di casette dai tetti in erba. Questa è la prima cosa che noterete dall’alto, atterrando sul fiordo di Vagar.

Quello che c’è da sapere per organizzare un viaggio alle Isole Faroe

Che fosse una terra verde e incontaminata già lo sapevamo, basti pensare che la traduzione letteraria di Isole Faroe è “isole delle pecore“, che superano di gran lunga i suoi 50mila abitanti.
Quello che non sapevamo è quanto davvero fossero isolate dal resto del mondo. Basti pensare che le strade Fareosi sono le uniche in Europa a non essere sulle mappe di Google, non su Street View almeno! E dove non arriva Google, non arrivano in molti.
Piccati da questa inspiegabile discriminante, gli abitanti delle Isole Faroe, hanno rilanciato il simpatico progetto Sheep View, che vede l’installazione di telecamere 360°, su centinaia di pecore sull’isola. Pare che il progetto promosso da Visit Faroe Islands, abbia già incuriosito il colosso statunitense e abbia vinto il premio World Media Awards 2017.

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Anche la lingua ha una sua identità, né danese né islandese, incomprensibile persino al nostro traduttore istantaneo. L’unica cosa che pare essere danese è la moneta, ma anche qui si possono notare delle differenze nelle rappresentazioni su tutte le banconote.


 Come girare le Isole Faroe

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Per organizzare un viaggio alle Isole Faroe è bene sapere che gli autobus, oltre ad essere molto cari, sono poco frequenti e non coprono tutta l’isola. Il modo migliore per girare le Isole è noleggiare un’auto. La spesa del noleggio è forse la parte più costosa del viaggio, ma vale la pena per avere la massima libertà. Se state per organizzare un viaggio alle Isole Faroe in alta stagione prenotate con largo anticipo la macchina. E per largo anticipo intendo due o tre mesi prima. Le auto infatti non sono tantissime e noi abbiamo rischiato per un pelo di rimanere a piedi. Se avete più tempo a disposizione e se amate l’avventura potreste anche affidarvi all’autostop. È abbastanza frequente qui e non avrete grosse difficoltà a trovare dei passaggi. Durante la nostra settimana di viaggio abbiamo conosciuto tantissimi autostoppisti da tutta Europa, con cui abbiamo scambiato consigli e pareri sulle varie parti dell’arcipelago.


 Dove dormire alle Isole Faroe

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Nel nostro on the road, da Ovest a Est, abbiamo soggiornato quasi tutte le notti in un luogo diverso. Quello che possiamo senza dubbio consigliarvi è farvi ospitare a casa degli abitanti del luogo. La popolazione Faroese è incredibilmente aperta e ospitale. Dormire in casa dei locali è un’esperienza unica, perché dopo solo poche ore vi sentirete parte della famiglia. La prima tappa del nostro itinerario prevedeva di soggiornare in un villaggio vicino al lago di Sørvágsvatn, nell’isola di Vagar. La sistemazione l’avevo prenotata in rete, sul sito Visit Vagar. Il sito offre varie sistemazioni, ma ha un’impronta decisamente anni ’90. Scordatevi lunghe descrizioni o fotografie accattivanti. L’unica cosa che mi ha spinto a richiedere la camera degli ospiti nella casa di Edith e Jakup era la posizione, perfetta per intraprendere il trekking sul lago Sørvágsvatn, e una foto di un cane da pastore in primo piano, con una casa bianca di legno, appena sfocata sullo sfondo.
Una volta all’aeroporto ci siamo diretti al punto d’informazione di Visit Vagar per saldare la camera. “E l’indirizzo?” chiedo al ragazzo dall’altra parte del bancone una volta sbrigate le pratiche e fatto incetta di depliant turistici. Lui pare un po’ sorpreso dalla mia domanda, e si mette a cercare qualcosa dietro al bancone, che credo essere un indirizzo. Trova invece una mappa della zona, mi indica con un dito il villaggio di Midvagur, e con una penna disegna un grande cerchio su un prato verde. Stando alle proporzioni della cartina, il diametro del cerchio è lungo qualche centinaia di metri e non vediamo strade che lo attraversano. Al nostro sguardo interrogativo sulla mappa ci dice poi concludendo “Se avete visto la foto della casa su internet, quando la vedrete, la riconoscerete!“.
Più che logico. Se non fosse che – uno – la mia attenzione era stata catturata più dall’immagine del cane e – due – che la maggior parte delle case di Midvagur fosse bianca e in legno.
Superate diverse casette in legno, diversi tetti in erba, qualche fiordo e qualche gregge, finalmente giungiamo a Midvagur. Chiediamo a una donna che taglia il prato nel giardino di una villetta se conosce Edith e Jakup. Sorride e ci fa cenno di andare avanti. Alla fine non so bene come, ma appena la vediamo la riconosciamo. Alla fine del villaggio, a dominare un prato verde smeraldo, un casa in legno bianco, affacciata sul fiordo.

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Neanche a chiederlo, una grossa palla di pelo bianca e nera corre verso di noi scodinzolando. Ci sentiamo già a casa, prima ancora che l’anziana coppia ci mostri la camera degli ospiti. Benvenuti alle Isole Faroe!

Altro vantaggio nell’alloggiare a casa degli abitanti, è il fatto che si hanno tante possibilità in più di scoprire da vero local queste isole. Quasi tutti gli uomini Faroesi ad esempio hanno una barca e avranno piacere ad accompagnare i loro ospiti in un giro panoramico, o di pesca.


 Cosa mangiare alle Isole Faroe

Sulla cucina delle Faroe dedicherò un post più avanti. C’è chi sostiene infatti che le Isole Faroe siano la casa naturale della nuova cucina nordica. Avete presente quei piatti eccentrici con composizione di muschi, alghe, bacche e radici? Ecco. Dovete pensare che siamo in un territorio prepotentemente selvaggio, dal clima spesso ostile e dove non crescono alberi, né ci sono coltivazioni di frutta e verdura.
Se non avete però intenzione di provare i piatti del neo chef stellato del ristorante Koks, non è che la cucina Faroese sia particolarmente concettuale. Anche a tavola, impossibile dimenticarsi di essere nelle “isole delle pecore”. La pecora e l’agnello non sono però l’unico piatto forte. I Faroesi sono particolarmente orgogliosi dei loro piatti di pesce e soprattutto del salmone, sostenendo che il salmone selvaggio Faroese sia il più buono del mondo.

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Oltre al salmone devo dire che alle Isole Faroe ho assaggiato il miglior fish & chips della mia vita, la miglior zuppa di pesce della mia vita (da Barbara Fish House a Tórshavn), e qualche strano snack di baccalà essicato al mercato del pesce. Decisamente non lo snack più buono della mia vita, ma un’esperienza da vero local, anche se la situazione richiedeva uno stomaco forte.

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Prima di farvi venire l’aquilina in bocca dovreste sapere però che i ristoranti sull’isola sono pochi e per lo più concentrati a Tórshavn, la capitale. Se avete in mente escursioni nella natura e pochi contatti con i centri abitati, meglio passare dai supermercati e farvi dei panini. I bar e i punti di ristoro non mancano, ma servono più che altro bevande calde e, se siete fortunati, qualche buona torta fatta in casa.


 Shopping alle Isole Faroe: artigianato e oro locale

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Come i ristoranti, anche i negozi non sono molti. A Tórshavn però potete trovare alcuni negozi di artigianato locale in cui vale la pena fare un giro. In particolare fatevi tentare dai caldi maglioni di lana Faroese. In un paese dove ci sono più pecore che uomini, la lana è il vero oro locale. Entrate nei negozi di Navia ad esempio. Potete acquistare maglioni dai motivi tradizionali per sentirvi un vero local, o semplici gomitoli di lana. Alle Isole Faroe poi, potrete fare shopping con il tax free, quindi potrete fare anche dei veri affari.


 Come raggiungere le Isole Faroe

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Baffo rosso e una grande scritta “Faroe Islands” sulla plancia. Questo è l’Airbus Atlantic Airwayscompagnia di bandiera Faroese, che è anche l’unica, fatta alcuna rara eccezione, a raggiungere l’aeroporto di Vágar dalle altre rotte europee.
Dall’Italia è necessario fare uno scalo aereo. Noi ne abbiamo approfittato per visitare Copenaghen, ma può essere conveniente dare un’occhiata a qualche “città minore” in quanto i prezzi possono essere sensibilmente più bassi. Facendo scalo a Billund per esempio, avremmo potuto risparmiare qualcosa.


 Che periodo scegliere per organizzare un viaggio alle Isole Faroe

La nostra scelta è ricaduta sulla seconda settimana di luglio perché volevamo assolutamente partecipare al G!FESTIVAL, un festival musicale internazionale che si svolge nella piccola baia di Gøta. Il National Geographic ne ha parlato come uno tra i migliori festival “wild” del mondo. Tre giorni di concerti sulla spiaggia, circondati da un paesaggio unico. Se vi piacciono i festival musicali sappiate che le Isole Faroe hanno un’ampia scelta anche in altri periodi dell’anno, dal Summer Festival ad agosto, al Summartónar, che si svolge in varie date per tutto il perido estivo. Luglio comunque si è rivelato anche un ottimo periodo per i trekking. Nonostante qualche improvviso acquazzone, non sono mancate le giornate di sole. In estate poi potrete approfittare delle pochissime ore di buio per girare l’isola senza essere legati all’orologio! Noi abbiamo fatto delle bellissime escursioni anche in tarda serata, a caccia dei meravigliosi tramonti di mezzanotte.

Un’ultima nota importante, soprattutto per chi viaggia da solo. Il rispetto per la natura e queste terre si manifesta anche affrontando trekking in sicurezza. Se avete intenzione di fare escursioni in aree non battute e lontane dai sentieri battuti, lasciate detto a qualcuno i vostri piani. Oltre a tutte le informazioni che potete trovare su Visit Faroe Islands, anche su Facebook potete trovare ottimi consigli. In particolare vi segnalo due gruppi Facebook molto attivi: “Amici delle Isole Faroe” e “FØRJTALIA”.

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Vi abbiamo detto tutto quello che c’è da sapere per organizzare un viaggio alle Isole Faroe, partendo da zero. Per i dettagli su Itinerari e cose da fare alle Isole Faroe potete dare un’occhiata ai nostri racconti di viaggio e alle nostre avventure Faroesi. Se avete altri dubbi e domande non esitate a lasciarci un commento qui sotto! Quando arriverà il momento di pensare anche a cosa mettere in valigia, andate a leggervi anche il nostro post “La Valigia Perfetta per un viaggio al Nord“.

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3 Comments

  • Reply Isabella settembre 2, 2017 at 4:08 pm

    Wow che splendore!!! È vero, a volte ci si chiede “esistono ancora posti così?” fortunati voi che avete avuto la fortuna di goderne! È bello che ci siano ancora viaggiatori, oltre che turisti!!

  • Reply Silvia Demick agosto 29, 2017 at 12:00 pm

    Che bella questa cosa che non servano gli indirizzi: mi da l’idea di un posto dove tutti si conoscono. Un posto dove c’è il senso della comunità.
    Chissà quante cose buone avete mangiato! Non vedo l’ora di leggere i post dedicati.

    • Reply Annalisa e Francesco settembre 4, 2017 at 5:43 pm

      Ciao Silvia! Sì è proprio così, un’atmosfera rilassata e intima. Tutti o quasi si conoscono e gli abitanti adorano attaccare bottone per strada con gli stranieri. Sono curiosi e decisamente ospitali. Per quel che riguarda al cibo stiamo lavorando al post, c’è tanto da dire!!! 😉

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