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Turismo Alternativo in Norvegia: sopravvivere nell’Artico con i principi di autosufficienza e sostenibilità

febbraio 7, 2018

Durante il mio Workaway in Norvegia ho lavorato fianco a fianco con un tour operator con una proposta insolita di viaggio: campo di sopravvivenza nell’Artico. Non stiamo parlando di boot-camp o di come rotolarsi tra fango e neve come dei veri Marines, ma semplicemente di come vivere la natura selvaggia, aspra e assolutamente incontaminata della Norvegia del Nord secondo i principi dell’autosufficienza e della sostenibilità.

Una settimana per riscoprire le origini della sopravvivenza umana. Cibarsi soltanto di quanto pescato, cucinare all’aperto sul fuoco e costruire un accampamento riparato dai venti, per essere parte della natura di questi luoghi.

La Norvegia: una destinazione sostenibile

Innanzitutto la Norvegia è una terra che si presta perfettamente ad un turismo responsabile e sostenibile. Un numero crescente di destinazioni norvegesi infatti ha ricevuto ufficialmente una certificazione di sostenibilità.

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Sono diverse le esperienze che si possono fare in una terra incontaminata come la Norvegia del Nord, ma poche effettivamente le occasioni di mettersi in gioco e riscoprire il vero contatto con la natura.
Oggi tutto ci allontana dalle nostre origini, quando l’uomo era un raccoglitore di bacche, un cacciatore, un pescatore.
Con il costante progresso economico l’uomo è riuscito a plasmare la natura, facendola sottostare alle leggi umane. Quanti di noi in caso di necessità, anche temporanea, sarebbero in grado di sopravvivere in un ambiente naturale, selvatico e ostile?
“Io no di certo” avrei risposto io qualche mese fa, intenta a prepararmi una moka di caffè caldo per affrontare una giornata lavorativa in ufficio.
Oggi invece mi trovo in Norvegia, con una lenza da pesca ben stretta tra le dita e le guance arrossate dal vento. Mi trovo in un punto imprecisato del Vestfjorden, al di là del Circolo Polare Artico. Intorno a me mare, gabbiani, aquile di mare e isolotti neri come la pece, se non fosse per qualche spolverata di neve sulle cime dei monti. Dovrei avere una fotocamera al collo, ma il vento prende a schiaffi e gli schizzi delle onde mi arrivano sugli occhi.

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Campo di sopravvivenza nell’Artico

Come sono arrivata qui l’ho scritto nel mio articolo “Last-Minute Circolo Polare Artico: parto per un Workaway in Norvegia“. Sto lavorando come reporter e fotografa per un tour operator specializzato in viaggi outdoor e avventura. Da una settimana stiamo viaggiando per le regioni più remote della Norvegia per riscoprire come l’uomo possa sopravvivere secondo i principi di autosufficienza e sostenibilità. Il principio alla base di tutto ciò? Che è l’uomo – e non viceversa – che deve adattarsi alle leggi della natura selvatica e da questa trarne sostentamento fisico e spirituale.

Riscoprire quindi quel patrimonio genetico dei nostri avi tra cui manualità, apprendimento, adattamento, sensibilità naturale e senso del selvatico è l’obiettivo principale dei turisti arrivati qui da diverse città d’Europa e del mondo per partecipare a questa insolita spedizione organizzata da DutchExplorers.

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In un mondo che va verso un consumismo esasperato e uno sfruttamento incontrollato delle risorse naturali, questa esperienza si sta rivelando di grande crescita, fisica e intellettuale per me, come per i miei compagni di viaggio.
Guardo i miei compagni e mi chiedo se tra pochi giorni saremo nelle nostre case calde, a ripensare a quei giorni in cui giocavamo a fare i superstiti nelle fredde terre del Nord. Un po’ pazzi o un po’ eroi, chissà.

La Pesca del Merluzzo in Norvegia del Nord

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Partecipare a una battuta di pesca in Norvegia regala la consapevolezza di far parte di una spedizione fuori dall’ordinario. Un’avventura per pochi insomma, che ti fa sentire vicino come non mai alla gente di queste terre, lontane da tutto, che vivono di pesca al merluzzo. Tra pochi giorni le rastrelliere fuori dai centri abitati saranno colme di pesci da essiccare a testa in giù: inizia la stagione dei baccalà. Giù in paese ogni sera il traghetto postale sosta un’ora per caricare grosse cisterne di merluzzi per portarli a Oslo. Saranno poi gli stessi merluzzi che arriveranno, via mare prima e via terra poi, nel vecchio continente.
Noi però siamo qui per pescare il giusto quantitativo di merluzzi che ci consentirà di nutrirci i prossimi giorni. O almeno fino alla prossima battuta di pesca.
Il mare della costa occidentale nel Nord della Norvegia è colmo di merluzzi, specialmente in inverno.

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Non passa molto tempo che, gettato l’amo qualche grosso pesce abbocchi. Non pensavo sarebbe stato così facile pescare un merluzzo, il mio primo merluzzo. Me ne dispiaccio un po’ per il pesce, poi penso alla cena sul fuoco che ci aspetta.
Sono le due del pomeriggio, il sole è appena sceso oltre l’orizzonte e dobbiamo rientrare. Il vento è freddo ma c’è una luce bellissima, quasi irreale.

Accampamenti di fortuna (e non solo)

Ricordo con un po’ di nostalgia i momenti in cui in camera controllavo il termostato e mi domandavo se 18 gradi fosse una temperatura accettabile per dormire la notte. Lo ricordo tra un sospiro e l’altro, mentre soffio a piedi polmoni tra le braci di un falò sulla neve. Ho la faccia a pochi centimetri dal fuoco e cerco di aiutare la fiamma ad attecchire. Tra pochi minuti il fuoco sarà fonte di sostentamento. Ci scalderà in questa notte artica e ci permetterà di cucinare il nostro merluzzo. Poi c’è la componente emozionale da non trascurare: sentire il calore e i crepitii del legno che arde è quasi ipnotico e ci fa dimenticare le fatiche della giornata.

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Le notti all’aperto sono quelle più faticose, significa montare la tenda nei boschi, tagliare i rami più secchi dagli alberi per il falò e dormire sotto le stelle a diversi gradi sotto lo zero. Con un buon sacco a pelo e una borsa dell’acqua calda però non sembra neanche così terribile (leggi l’articolo “Aspettando l’Aurora. Storia di un campeggio libero in Norvegia“).

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Le notti in cui troviamo un bivacco invece sono sicuramente le migliori. Sembra quasi una suite di lusso ritrovarsi nell’accogliente rifugio scandinavo. Una classica cabin in legno, qualche posto letto e una stufa per scaldare l’interno. La candele accese regalano un po’ più luce in questa oscurità artica e un’atmosfera da fiaba. Ci si toglie le ciaspole e si riscaldano i piedi stanchi davanti alla stufa in ghisa. Si ammazza il tempo con qualche storia, magari facendo il pane o affumicando il pesce. Ma le parole non sono necessarie se all’improvviso arriva lei, la regina silenziosa di queste notti artiche, l’Aurora Boreale.

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20 Comments

  • Reply Sab febbraio 27, 2018 at 8:34 am

    grande racconto e splendida esperienza !

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 27, 2018 at 8:35 am

      Grazie Sab! Sì è stata un’esperienza unica e stupefacente! Faticosa ma adesso mi manca già quella vita 🙂

  • Reply ESTERofili febbraio 14, 2018 at 8:00 am

    Che emozione! Al limite tra il disagio che turba e la comunione con la natura che rinfranca… Bellissimo racconto
    Ester

  • Reply Lucia febbraio 9, 2018 at 3:57 pm

    Che meraviglia la Norvegia! Io la amo!

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 9, 2018 at 10:53 pm

      Anche io me ne sono innamorata! Natura allo stato puro! 🙂

  • Reply partyepartenze febbraio 7, 2018 at 9:16 pm

    Meravigliosa avventura. Amo la Norvegia, e la natura è talmente forte e imponente che non puoi non abbassare la testa e rispettarla in tutto ciò che fai. Dovremmo sentirci così ovunque.

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 9, 2018 at 10:52 pm

      Hai perfettamente ragione. Amo i paesi del nord anche e soprattutto per questo. Una natura che prepotentemente ti fa capire la posizione che occupi nel mondo… dopo lo shock iniziale tutto il resto è emozione allo stato puro 🙂

  • Reply Silvia febbraio 7, 2018 at 7:29 pm

    Non ce la farei mai a vivere un’avventura come la tua, ma ti invidio tantissimo! Complimenti!!

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 7, 2018 at 7:40 pm

      Grazie Silvia! Mai dire mai! L’avrei pensato anch’io non molto tempo fa ma la vita regala sempre sorprese e cambi rotta 🙂

  • Reply Giorgia Garino febbraio 7, 2018 at 5:07 pm

    Ciao! Bellissima esperienza (e bellissime foto!) La Norvegia è tra i sogni di mio marito e più mi informo e più diventa anche uno dei miei!

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 7, 2018 at 6:30 pm

      Grazie mille Giorgia! A volte facendosi contagiare dall’entusiasmo di chi ci sta vicino si scoprono destinazioni a cui non si aveva pensato, ma che alla fine ci sorprendono così tanto che diventano il viaggio più bello!!! A me è successo così con le Isole Faroe, un sogno del mio ragazzo

  • Reply Cassandra - Viaggiando A Testa Alta febbraio 7, 2018 at 3:33 pm

    Wow, che esperienza bellissima! Mi spaventa il freddo, ma penso che sarebbe una grandissima emozione!

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 9, 2018 at 10:51 pm

      Esatto, è talmente tanta l’adrenalina che il freddo passa in secondo piano 🙂

  • Reply Mariacarla febbraio 7, 2018 at 2:52 pm

    Una esperienza decisamente fuori dal comune. Tutto ciò che ci riporta al contatto vero con la natura mi affascina molto. L’unico dubbio è se sarei capace di sopportare le temperature così rigide.

  • Reply Stefania Ciocconi febbraio 7, 2018 at 2:07 pm

    Stai vivendo una bellissima esperienza e il progetto del turismo sostenibile mi piace moltissimo. Non mi piace vedere che in molti paesi per accogliere i turisti stravolgano tutto, io vorrei andare in un posto e trovarlo senza eccessivi stravolgimenti, posso fare a meno delle comodità durante i viaggi 🙂

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 7, 2018 at 2:22 pm

      Mi fa piacere Stefania! Anche io la penso esattamente come te! 🙂

  • Reply Ileana febbraio 7, 2018 at 1:11 pm

    Che bellissima esperienza. Anche per me la Norvegia è nella mia lista dei desideri. Ho fatto una crociera sui fiordi e mi sono ripromessa di tornarci.

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 7, 2018 at 2:22 pm

      Bellissima la crociera sui fiordi! Piacerebbe molto anche a me!

  • Reply Giovy Malfiori febbraio 7, 2018 at 8:41 am

    Anche la Norvegia è nella mia lista… spero per quest’anno! Articolo molto interessante: anch’io cerco di viaggiare sempre in modo sostenibile.

    • Reply Annalisa e Francesco febbraio 7, 2018 at 12:45 pm

      Ti auguro un bel viaggio allora! Se vuoi puoi consultare le destinazioni che hanno ricevuto la certificazione di sostenibilità sul sito Visit Norway. Se avrai poi bisogno di info per l’organizzazione del viaggio scrivimi pure, se posso ti aiuto volentieri 😉

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