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Isole Faroe: l’itinerario in 12 fotografie che vi farà venire voglia di partire

novembre 8, 2018

12 fotografie per costruire un itinerario di viaggio tra le terre più incontaminate e inesplorate d’Europa, le Isole Faroe. 

Perché le parole non bastano per raccontare queste terre. Proverò a farvi respirare un po’ di quelle atmosfere uniche che si respirano laggiù, attraverso alcune delle immagini che ho scattato durante uno dei viaggi più belli della mia vita.

 

1. Vágar: benvenuti alle Isole Faroe

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“Il volo da Copenaghen a Vágar è breve, ma l’atterraggio sembra eterno. La montagna si appoggia di peso contro l’aereo. Il verde oscura il finestrino. Irrompe all’interno. Se ci sono pecore al pascolo, si fa in tempo a vedere le fessure gialle degli occhi per una frazione di secondo, prima di proseguire in volo radente.”
L’incipit di Isola, il romanzo sulle Isole Faroe scritto da Siri Ranva Hjelm Jacobsen, che vi consiglio di leggere, parla chiaro: l’atterraggio è il primo brivido di emozione che un viaggio in questo archipelago, perso nell’Oceano Atlantico vi regalerà.
Vágar è la prima isola che si incontra alle Isole Faroe, sia che tu vi arrivi con l’aereo della compagnia di bandiera Atlantic Airways, sia che tu vi arrivi via mare.

2. Il lago Sørvágsvatn, a picco sulle scogliere dell’Atlantico

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A circa due ore di cammino dal villaggio di Miðvágur, si raggiunge uno dei punti panoramici più belli delle Isole Faroe. Cosa c’è di più unico al mondo di un lago che si estende tra le alte falesie di roccia a picco sull’Oceano? Il lago di Sørvágsvatn è quanto di più eccentrico e sorprendente la natura di questi paesaggi nordici possa offrire.

3. La baia di Bøur

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La bellezza della baia di Bøur si assapora soprattutto durante i lunghi e interminabili tramonti di mezzanotte. Il sole di mezzanotte formicola nelle vene e rende i viaggiatori assetati di scoperta a tutte le ore del giorno e della notte. Ma quando si arriva a Bøur ci si rasserena. Le colline verdi terminano nel mare e l’orizzonte appare delimitare la fine del Pianeta.

4. Mykines: tra le Isole Faroe più remote

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Myknes è uno dei luoghi più sperduti della terra. Il traghetto parte ogni giorno dalla baia di Bøur e la traversata dura poco più di 30 minuti. Un vento che picchia forte e qualche goccia che mi acceca gli occhi di tanto in tanto. Non so bene se si tratti di pioggia o degli schizzi delle onde che si abbattono sul traghetto in balia dell’Atlantico. Inaspettatamente, attracchiamo al porto di Mykines con un sole abbagliante, che prepotentemente sta facendosi largo tra le nuvole.

Chi arriva a Mykines lo fa per varie ragioni. Sicuramente un trekking tra l’incredibile natura selvaggia di quest’isola vulcanica, poi per percorrere i rigogliosi prati verdi sui crinali a picco sul mare o per attraversare un ponte sospeso nel vuoto. Il motivo principale però che oggi ci spinge in questo angolo remoto e inesplorato è la migrazione dei puffin, o più comunemente chiamati, in Italia, pulcinella di mare. Qui ce ne sono migliaia ed è possibile osservarli da vicino, senza disturbarli.

5. Gasadalur, la cascata simbolo delle Isole Faroe

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Fino al 2006 nessuna strada collegava il villaggio di Gasadalur al resto del mondo.  Oggi, grazie ad un tunnel scavato nella roccia, è possibile raggiungere in auto il villaggio. Poche case, dai colori sgargianti e i tetti d’erba si confondono tra i prati rigogliosi. I (pochi) visitatori che arrivano qui lo fanno per godersi il sentiero a picco sulle scogliere. Da qui potrete ammirare la bellissima cascata che da 70 metri d’altezza si tuffa in mare con una potenza incredibile. È senza ombra di dubbio l’immagine simbolo di queste Isole.

6. Saksun, il set di una fiaba

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Il vento che arriva dall’Oceano si insinua tra le gole delle montagne e piega l’erba sui tetti delle case di Saksun. Si dice sia il villaggio più antico delle Isole Faroe. Una manciata di casette sparse si mimetizza perfettamente nell’immensa distesa di prati smeraldo. Poco più in là, tra qualche pecora al pascolo, una chiesetta dal tetto spiovente, un cimitero e un lago. Per il colore blu intenso ricorda un laghetto alpino, con l’unica differenza che è separato dall’Oceano Atlantico da una sottile lingua di sabbia. Una spiaggetta di sabbia chiara. In una giornata di sole, sembra davvero il set di una fiaba nordica.

7. Cascate di Fossà

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Le rocce nere, eredità di giganteschi vulcani che dominavano queste Isole Atlantiche 60 milioni di anni fa, rendono l’insenatura di Fossà ancora più drammatica. Quando il vento è forte è impossibile entrare in questa gola senza venire bagnati dai torrenti che sgorgano lungo le sue pareti rocciose.

8. Spiaggia di Leynar

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Chi lo dice che a queste latitudini non è possibile fare vita da spiaggia? Ditelo ai surfisti che i giorni di vento rincorrono le onde con la loro tavola, oppure a questi bambini dal sangue vichingo che non sembrano spaventanti da un po’ di nuvole.

A Leynar siamo finiti per caso, in cerca di un posto riparato dove fare un pic nic veloce e vi abbiamo lasciato il cuore.

9. I bizzarri Igloo di Kvivik

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Un po’ igloo, un po’ navicelle spaziali. Qualunque sia stato l’intento di costruirle, ha reso queste piccole abitazioni una meta di pellegrinaggio in queste colline. Se vi ritrovate a guidare lungo la strada tra i fiordi dell’isola di Streymoy, non potete perdervele, per qualche scatto dal gusto fantascientifico.

10. Gøta

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Velieri vichinghi, hot tube sulla spiaggia, amache, concerti. Gøta si trasforma in un vero paese dei balocchi a metà luglio, in occasione di quello che il National Geographic definisce uno dei festival musicali più wild sulla scena mondiale.

Partecipare al G! Festival è stata una delle avventure più incredibili che queste isole ci hanno regalato.

11. La città vecchia di Torshavn

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Arrivando in città si respira subito un’aria diversa rispetto agli altri villaggi di pescatori, ma questo non deve farvi pensare che abbia davvero le sembianze di una capitale. Torshavn è la capitale più piccola d’Europa. Il porto è caratterizzato da case dalle facciate colorate e moli fitti di pescherecci. La mattina c’è il mercato del pesce e la sera le squadre di canottaggio escono ad allenarsi sulla costa. Il cuore di Torshavn però si nasconde al riparo dalle case più moderne. È composto da poche vie di ciottoli e case in legno massiccio dai tetti in erba. Avete mai avuto la sensazione di far parte di un presepe vivente?

12. Barbara’s

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Cosa si mangia alle Isole Faroe? Qualche consiglio per una cena a Torshavn? Eccovi accontentati. L’ultima tappa che vogliamo regalarvi profuma di spezie e ha il tepore di una casa di un tempo. Saranno gli arredi, saranno le divise delle cameriere, sarà l’accoglienza del posto o la genuinità dei piatti di Barbara’s, ma non potete dire di aver mangiato Faroese se non provate una cena nel tempio della cucina di Torshavn. La zuppa di pesce è d’obbligo, e diventa in qualche modo chic se servita in un servizio da tè!

Allora, vi è venuta voglia di partire? Tutti i nostri consigli pratici e racconti sulle Fær Øer, li trovate su questo Blog. Per capire come vestirsi e cosa mettere in valigia per un viaggio del genere, ecco i nostri consigli.

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2 Comments

  • Reply Ale Carini novembre 13, 2018 at 5:29 pm

    Desidero andare a visitarle da una vita!
    Ho un milione di articoli salvati, possibili itinerari pronti e tante info raccolte negli ultimi anni!
    Spero davvero che presto … riesca a vederle con i miei occhi!

    Ps. il vostro link twitter porta a una pagina che non esiste!Vi siete accorte?

    • Reply Annalisa e Francesco novembre 14, 2018 at 6:49 am

      Ciao Ale! Spero davvero riuscirai a realizzare questo viaggio! Per noi è stata davvero una rivelazione, un posto unico ed emozionante!

      Ps. Grazie mille per la segnalazione vado a sistemare! 😀

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