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Tour della Cornovaglia: l’itinerario on the road

Settembre 3, 2019

In una fresca mattina di agosto il nostro volo Malpensa-Bristol atterra tra le campagne inglesi.

Riconosco subito il profumo d’Inghilterra. “È l’odore dell’erba bagnata” mi fa notare Francesco, ma no, gli spiego che l’odore d’Inghilterra è diverso. È profumo di felci dopo un temporale, ma anche di fiori selvatici, di Tesco sulle statali, di asfalto umido e di cucine…
Insomma, se amate l’Inghilterra comprenderete bene che quest’isola verde ha un profumo tutto suo.

Una Mini molto british, non solo per la Union Jack sui fanali posteriori, ma per un’inequivocabile postazione guidatore sulla destra, ci aspetta nel parcheggio dell’aeroporto di Bristol. Siamo pronti per prendere in contromano le rotonde britanniche e raggiungere la Cornovaglia, con le sue ripide scogliere sull’oceano, i suoi villaggi dai tetti spioventi e i suoi antichi castelli.

Ecco su mappa, il nostro “Tour della Cornovaglia” on-the-road di una settimana:

tour-della-cornovaglia-on-the-road-travelblog.001.jpegLe etichette in azzurro mostrano le diverse tappe in cui abbiamo soggiornato durante il nostro Tour della Cornovaglia: il suggestivo villaggio di pescatori di Polperro, la selvaggia Penisola di Lizard, tra scogliere e fiori selvatici, e poi Port Isaac, dove abbiamo provato l’esperienza di dormire in uno dei magici sheperd’s hut, un piccolo rifugio nascosto nei boschi di Free Range Escapes.

Polperro, fishing village

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La prima notte del nostro Tour della Cornovaglia on-the-road è stata in un piccolo pub con camere di Polperro (qui per voi uno sconto di 15€ su Booking). Polperro l’abbiamo visitata sotto una pioggerella tipicamente inglese e un violento vento atlantico. Il mare si era ritirato e, tra i tetti spioventi delle case, si intravedono le barche arenate sulla sabbia, con l’intonaco scrostato dalla salsedine e dalle correnti atlantiche. Un fenomeno non troppo raro in questa regione in balia delle maree. Gli unici suoni del villaggio che ci hanno svegliato la mattina sono stati i richiami dei gabbiani e le raffiche di vento, che facevano stridere le cime tese nel porto. Uno scenario quasi apocalittico, ma che ci ha permesso di apprezzare ancora di più l’unicità di questo piccolo villaggio affacciato sull’Atlantico.

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The Hidden Hut: un pranzo di pesce in spiaggia 

Rotolando verso sud, baciati finalmente dai primi raggi di sole che ci regala la Cornovaglia, non potevamo non fermarci per un pranzo “freak but chic” da The Hidden Hut, un piccolo chiosco nascosto tra le scogliere della spiaggia di Porstcatho. Hidden Hut l’avevo addocchiato già molto tempo prima da un articolo di una rivista online che si intitolava “Food with a view”. Effettivamente la vista non manca. E il food neanche. Pur trattandosi di un truck, i cuochi sono super fan del biologico: il menù cambia in base al pescato del giorno e alle verdure di stagione, per un risultato davvero gourmet! Consigliamo l’insalata fresca di sgombro e la chutney di cozze e crostacei.

La tranquilla e selvaggia Penisola di Lizard

Per chi come noi era soprattutto alla ricerca dello spirito into the wild di questa regione sull’Atlantico, la Penisola di Lizard è stata una naturale tappa del nostro viaggio. La punta più meridionale dell’Inghilterra è nota per essere la penisola più selvaggia della Cornovaglia, tra scogliere a picco sull’Oceano, un’incredibile quantità di fiori selvatici, un susseguirsi di dolci sentieri costieri, un faro che troneggia il promontorio più alto e antichi cottage inglesi nei minuscoli villaggi di pescatori.

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Noi abbiamo soggiornato per quattro giorni in un antico hotel sulle scogliere (l’Housel Bay Hotel, davvero consigliato!), per non farci mai mancare la vista del mare. Da qui poi ci siamo mossi in auto per visitare anche la parte più occidentale della Cornovaglia. Tra i “must to see” della penisola segnaliamo: 1) il sentiero costiero tra Lizard Point e Mullion Bay; 2) Cadgwith, un pittoresco villaggio di pescatori dove gustarsi una tradizionale zuppa di granchio e la vista tra i più antichi cottage della Cornovaglia; 3) il Marconi Centre, per ripercorrere le orme dell’inventore italiano che proprio da questi terreni – una volta coltivati ad avena – lanciò i primi segnali morse oltre Oceano;

Tour della Cornovaglia: Saint Michael’s Mount

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Prima di questo viaggio non sapevo che la famosa Mont Saint Michel in Normandia avesse una sorella gemella. Uguale per il nome, per la storia che la caratterizza e per il fenomeno delle maree: si raggiunge a piedi con la bassa marea, finchè il mare non sommerge la lingua di terra che la collega alla costa. L’ingresso all’isola è gratuito, ma se volete salire fino al castello il biglietto è di circa 10 sterline.

L’estremo West: là dove la terra finisce

Intorno al punto più estremo della Cornovaglia è stato creato un vero e proprio parco dei divertimenti, con tanto di stand a pagamento per farvi la foto seduti sotto l’apocalittico cartello “Land’s End” (per non parlare del parcheggio, altre 6 sterline). Sebbene sia senz’altro emozionante pensare di essere nel punto più occidentale della Cornovaglia e avere solo infinite miglia di Oceano davanti a sè, la costa occidentale offre sicuramente punti panoramici migliori in cui emozionarsi.

Primo tra tutti Sennen Cove: una lunga lingua di sabbia bianca, una fila di ristoranti e pub affacciati all’Oceano e surfisti in ogni dove. Impossibile non lasciare il cuore a Sennen Cove.

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Non perdetevi nemmeno la visita a Minack Theatre, considerato uno dei teatri all’aperto più belli e suggestivi del mondo. Qui la sera si svolgono opere teatrali, mentre di giorno, se siete fortunati, oltre alla magnifica vista dell’Oceano e sulla spiaggia di Porthcurno, potreste avvistare qualche foca che nuota in mare.

Ancora più suggestiva la gita a Botallack Mine. I paesaggi minerari di Cornovaglia sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Quella di Botallack è una delle tantissime miniere di questa regione, che nell’Ottocento produceva quasi l’intero fabbisogno mondiale di arsenico e rame. Il sito è gratuito ed è un magnifico trekking costiero tra antichi edifici diroccati a picco sul mare, fiori selvatici e cespugli di more.

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St. Ives, la Riviera inglese 

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La chiamano la Riviera inglese o la Saint Tropez britannica. Effettivamente St.Ives è il primo vero centro turistico affollato incontrato nel nostro viaggio in Cornovaglia. Un maremoto di turisti che passeggiano tra le viuzze del centro, costellate di vetrine curate, sontuose pasticcerie ed eleganti gallerie d’arte. Ma la vera attrazione è la spiaggia dall’acqua cristallina, racchiusa in una lunga baia verdeggiante che si estende all’orizzonte. Se avete la fortuna di visitarla in una giornata di sole, godetevi un paio d’ore di relax sulle sedie sdraio bianche e blu del porto, magari gustandovi una Cornish Pasty, lo street food per eccellenza della Cornovaglia (dopo il fish&chips naturalmente!).

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Un’ottima postazione inoltre per assistere anche qui al fenomeno delle maree, che ora dopo ora, minuto dopo minuto, ridurrà la bellissima spiaggia dorata di St Ives in una strettissima lingua di terra, affollata soltanto da gabbiani e pescatori di granchi.

La gita al faro di Virginia Woolf e le foche di Mutton Cove

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Che siate o meno fan di Virginia Woolf, poco importa. La passeggiata che ispirò la scrittrice a scrivere “Gita al faro” è una meraviglia. E al contrario di quel che si può pensare, non solo per il faro! Camminando oltre al promontorio di Godrevy infatti, si raggiunge Mutton Cove. Intorno a noi distese di prato, il blu profondo dell’oceano e tanto silenzio. Non solo per la pace di essere immersi nella natura, ma perchè di fare silenzio qui lo intimano proprio i cartelli. Perchè? Perchè è il regno delle foche della Cornovaglia. Ce ne sono tantissime, è possibile avvistarle dalle scogliere mentre nuotano o si rotolano sulla spiaggia.

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Newquay e la spiaggia di Watergate Bay

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Se Newquay avesse lu sule sarebbe na piccola Bondi Beach“, mi pare abbia detto qualcuno… Arriviamo a Newquay una mattina piovigginosa. Nonostante la giornata grigia, Newquay è una cittadina vivace e colorata. Sono colorate le insegne dei negozi, dei caffè, dei tatuatori. Sono super colorate le treccine per capelli che molte ragazze si fanno fare in strada per poche sterline, i chioschi di fish & chips sulla spiaggia, le centinaia di tavole da surf che spuntano dalle onde e le divise dei giocatori di bocce (sì, perché a Newquay tutti trovano il proprio essere in uno sport, qualunque esso sia). Se avete voglia di provare a fare surf siete nel posto giusto per mettervi alla prova. Se invece dominare le onde è già il vostro passatempo preferito recatevi verso Watergate Bay, alla fine della città, dove surfer più esperti competono in cerca della big wave, mentre i quod dei lifeguard percorrono avanti e indietro i km di spiaggia.

Tour della Cornovaglia: Port Isaac

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Di Port Isaac ricorderemo il tramonto sul porticciolo, le persone baciate dai raggi dorati del sole mentre bevono birra e l’atmosfera rilassata. Ricorderemo com’è passeggiare su e giù per i suoi vicoli che si arrampicano in collina, un cottage dopo l’altro. Per non parlare dei sapori sublimi del celebre chef Nathan Outlaw, da cui abbiamo cenato una sera, cullati dalle onde del mare prima e dalle note di una banda musicale poi. Ma ricorderemo soprattutto il nostro soggiorno alternativo in uno Sheperd’s Hut nascosto tra i boschi. Un vecchio vagone di un treno recuperato e arredato con tutto ciò lo possa rendere estremamente hygge. Quanto può essere semplice e meraviglioso svegliarsi con l’odore della pioggia e addormentarsi sotto le stelle, al crepitio di un falò sul prato (Tutte le info per soggiornare in queste casette bellissime qui: Free Range Escapes)

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Tour della Cornovaglia: Tintagel e le leggende di Re Artù

Del Castello restano solo poche rovine, ma quella che resta è la magia che le leggende sui cavalieri di Re Artù hanno portato con sè. Camminando a picco sulle altissime scogliere, ripercorriamo le orme dei valorosi cavalieri della tavola rotonda e mentre il suono dell’Oceano che schiumeggia sotto di noi rimbomba nelle nostre orecchie, immaginiamo i velieri che approdavano qui.

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Il costo del biglietto (acquistato sul sito di English Heritage prima di partire) è di 13 sterline.

Tour della Cornovaglia: Boscastle, il villaggio delle streghe 

Intorno a noi, in questo tranquillo angolo dell’Inghilterra, c’è la strana sensazione per cui non siamo soli, e che le ombre delle persone che abitano il mondo degli spiriti siano molto vicine. A Boscastle si trova il confine con il mondo dell’aldilà“.

Questo scriveva di Boscastle Cecil Williamson, conosciuto per essere il fondatore della religione pagana Wicca, quando arrivò in questa cittadina della Cornovaglia del Nord.

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Se queste parole già vi mettono i brividi, non fermatevi a Boscastle. Se invece i misteri vi affascinano e le atmosfere tetre non vi spaventano, Boscastle e il suo Museo della Stregoneria valgono una sosta. Sarà la pioggerella pungente che cade senza sosta, i paesaggi in scala di grigi, gli antichi cottage affacciati su un fiordo profondo, che ha convinto Cecil ad aprire il suo museo dell’occulto qui, nell’ultimo villaggio della Cornovaglia inglese.

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11 Comments

  • Reply Michela Milani Settembre 13, 2019 at 9:40 am

    Bello, bello, bello! A partire dal racconto di viaggio, fino alle fotografie. Fanno venir voglia di partire immediatamente. Non sono mai stata in Cornovaglia, però i luoghi mi sembrano familiari attraverso i libri. Uno dei miei preferiti, proprio ambientato in Cornovaglia, mi pare, è Selina Penaluna, un fantasy che racconta la storia di una sirena. Guardando i paesaggi marini e le scogliere, direi che l’ambientazione calzi a pennello. Dalle vostre foto, la Cornovaglia sembra il luogo ideale per dare spazio alla fantasia e ai misteri:-)

    • Reply Annalisa e Francesco Settembre 13, 2019 at 4:49 pm

      Ciao Michela, grazie mille per il tuo commento! Effettivamente la Cornovaglia è il luogo perfetto per fantasticare su storie e leggende. A partire da quelle di re Artù 🙂

  • Reply Sabina Samogin Settembre 4, 2019 at 12:57 pm

    Wow che meraviglia! Bellissimo racconto di viaggio, davvero complimenti per la scrittura. La nostalgia è aumentata di un paio di tacche devo dire la verità . Vi invidio moltissimo Sheperd’s Hut, e che effetto vedere le baie con i bagnanti, essendoci stata a Marzo erano pressoché deserte e così erano rimaste nel mio immaginario. Complimenti anche per le foto ragazzi!

    • Reply Annalisa e Francesco Settembre 4, 2019 at 6:32 pm

      Grazie mille Sabina! È un piacere che sei passata e mi sembra giusto che ti sia aumentata la nostalgia dato e io avevo sognato la Cornovaglia sui tuoi articoli! 🙂

  • Reply My Beautiful Abruzzo Settembre 3, 2019 at 11:19 pm

    Bello, bello, bello! Adoro la Cornovaglia (L’Inghilterra mi è invece indifferente) per i suoi paesaggi, pur non avendoli mai visti dal vivo: adoro i film tratti dai libri di Rosamunde Pilcher solo proprio per l’ambientazione (i libri non li ho mai letti perché non rientrano nel mio genere)! Che bella immagine che avete creato all’inizio del post! Sembrava di vedere e sentire tutto!

    • Reply Annalisa e Francesco Settembre 4, 2019 at 12:46 pm

      Grazie mille, ci fa davvero piacere! Ora non ci resta che vedere qualche film o leggere qualche libro della Pilcher, grazie per il suggerimento 😊

  • Reply Paola Settembre 3, 2019 at 8:02 pm

    La Cornovaglia ha un grande fascino, malinconico e austero. Mi ricordo solo il grande senso di rispetto che provavo per l’enormità della natura con aspetti e colori così scuri e particolari. Ricordi meravigliosi

  • Reply Morena Settembre 3, 2019 at 3:50 pm

    Quanto è affascinante la Cornovaglia!
    Very English & very wild, di una bellezza quasi struggente.
    Vi ho seguiti nel vostro tour su ig e ora ti ringrazio per il racconto sul blog: fa venir voglia di partire immediatamente!
    Foto magnifiche!!!

    • Reply Annalisa e Francesco Settembre 3, 2019 at 4:54 pm

      Grazie mille Morena! Saper di averti fatto venire voglia di partire è un super complimento per noi! Mi fa troppo piacere che ci hai seguito durante il viaggio su Ig! Grazie mille cara!

  • Reply Vittoria Settembre 3, 2019 at 3:26 pm

    Adoro! Non so perché, forse per i libri di Rosamunde Pilcher che così bene la descrive, ma la Cornovaglia ha un grande fascino per me! Ho divorato questo racconto che terrò bene in mente per programmare il mio viaggio in questi territori romantici. Un plauso alle foto, davvero belle!

    • Reply Annalisa e Francesco Settembre 3, 2019 at 3:34 pm

      Grazie mille Vittoria! Mi fa piacere che ti siano piaciute le foto oltre che il racconto di viaggio 🙂 Pensa che non ho letto nessun libro di Rosamunde Pilcher ma sicuramente avrò piacere a leggermi qualcosa ora, dopo aver conosciuto questi posti! Ho invece una passione sfegatata di Agatha Christie che mi portò avanti da quando sono bimba e alcuni posti in cui si sono ambientati i suoi romanzi ci siamo passati. È sempre bello avere un motivo in più per visitare certe località lette sui libri..

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